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Cronaca Atripalda

Furto di acqua ed energia elettrica, assolto 27enne

Il giovane è stato mandato assolto in entrambi i processi per non aver commesso il fatto

Due procedimenti penali dinanzi a due Giudici diversi del Tribunale di Avellino: assoluzione piena per M.M. in entrambi i processi. Era stato accusato di furto aggravato di energia elettrica nonché di furto di acqua potabile, M.M. ventisettenne di Atripalda, residente a Contrada Alvanite, è stato mandato assolto in entrambi i processi per non aver commesso il fatto.

La prima vicenda risale al mese di Novembre del 2017 allorquando, a seguito di un controllo operato dagli accertatori dell'Enel, unitamente ai Carabinieri della locale Stazione, si appurava una manomissione di un contatore sito nell'androne del palazzo di Contrada Alvanite, per la precisione in via Madre Teresa di Calcutta. Ignoti avevano proceduto a ponticellare le amperometriche di un contatore di misurazione dei consumi di energia elettrica, il tutto a beneficio degli occupanti dell'appartamento nella disponibilità di M.M.

Al termine del processo, il giudice del Tribunale di Avellino, Dott. Galeota, aderendo alla tesi difensiva prospettata dal legale di fiducia del pluripregiudicato, l'Avvocato Rolando Iorio, aveva mandato assolto il ventisettenne ritenendo non provata la sua responsabilità in ordine alla manomissione del contatore. Il Pubblico Ministero aveva invece chiesto la condanna ad un anno di reclusione.

Nella giornata di ieri, dinanzi al Giudice Monocratico del Tribunale di Avellino, Dott.ssa Zarrella, si è concluso il secondo procedimento  a carico di M.M. sempre per furto aggravato, questa volta di acqua potabile.

Anche in questo caso i Carabinieri di Atripalda, unitamente agli accertatori dell'Alto Calore, Ente quest'ultimo costituitosi parte civile, avevano appurato in data 15 Febbraio 2021 un allaccio abusivo sulla condotta idrica comunale, mediante l'apposizione di un tubo di circa 17 cm che consentiva di bypassare il misuratore dei consumi. Anche in questo caso si accertava che l'appartamento beneficiario era quello abitato da M.M.

Terminato il processo, il Pubblico Ministero presente in aula chiedeva la condanna a mesi 8 di reclusione.   Il Giudice, condividendo la prospetazione difensiva dell'Avv. Rolando Iorio, ha invece mandato assolto il ventisettenne per non aver commesso il fatto.

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