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Un fungo della specie grifola frondosa in Irpinia: 10 chili di bontà

Il particolare fungo è stato trovato a Bosco dei Preti, località amena di Avellino. Un fungo raro che cresce ai piedi di faggi

Commestibile e da mettere sott'olio. Giuseppe Mazza non poteva credere ai propri occhi quando si è ritrovato una grifola frondosa di quasi dieci chili. Il particolare fungo è stato trovato a Bosco dei Preti, località amena di Avellino. Un fungo raro che cresce ai piedi di faggi e altri alberi dal legno duro, morti o morenti. 

Questo fungo si presenta come un cespuglio ramificato con numerosissimi cappelli, anche centinaia, ciascuno dei quali ha una forma irregolare, a spatola, ventaglio o anche a petalo; il colore della cuticola è grigio-brunastro, con qualche tonalità più o meno ocracea; sono presenti zonature più scure, che hanno un andamento radiale, molto più appressate al margine quasi a formare una banda; ogni cappello misura 2-12 cm e tutto il cespo può raggiungere 40-50 cm di diametro. Una vera bellezza della natura.

Ma come verrà cucinato dalla famiglia Mazza? Il fungo è perfetto sott'olio. Grifola frondosa o grifone (nome comune) dal terriccio, lavatela intera sotto il getto dell’acqua corrente, fatela sgocciolare ben bene e poi riducetela a pezzi non troppo piccoli.Sciacquate i pezzi ancora una volta sotto il getto della fontana e fateli sgrondare dell’acqua in eccesso. 

Portate a bollore l’acqua salata e scottatevi la grifola per 3 minuti.

Nel frattempo fate bollire per 10 minuti l’aceto bianco con lo spicchio d’aglio, i chiodi di garofano, aggiungete la grifola e dopo averla fatta bollire per 5 minuti scolatela. Disponete i pezzi su un canovaccio pulito e tamponateli delicatamente con un altro canovaccio.

Invasate i funghi, aggiungetevi 2 spicchi d’aglio interi, il pepe e poi copriteli con l’olio e assicuratevi che non ci sono spazi con bolle d’aria.

Lasciate i barattoli aperti per un giorno. Aggiungete se necessario altro olio, tappate e conservate il grifone sott’olio in dispensa.

Gli orientali, però, apprezzano molto questo fungo che dai giapponesi viene chiamato maitake che significa “fungo danzante”. La leggenda narra che chi lo rinvenne la prima volta si sia messo a danzare per la gioia; in Oriente viene utilizzato anche per le proprietà curative che sembra possedere e in particolare per alcune sostanze in grado di stimolare il sistema immunitario; sono in corso studi e sperimentazioni atte a verificare le sue proprietà antitumorali. È un fungo molto ricercato dai suoi numerosi e affezionati estimatori per la sua bellezza unita a un’ottima resa.

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