La rabbia dei familiari delle vittime della strage del bus: "Assassino"

Carabinieri e polizia hanno fermato chi cercava di avvicinarsi al proprietario del bus

“Assassino!”. I familiari delle vittime della strage del bus che a luglio 2013 precipitò dal viadotto dell’autostrada non riescono a trattenere la rabbia. Durante il processo al Tribunale di Avellino, vari brusii ma la situazione si fa più calda dopo. Carabinieri e polizia hanno fermato chi cercava di avvicinarsi al proprietario del bus e fratello dell’autista deceduto nell’incidente nel quale, a luglio del 2013, hanno perso la vita quaranta persone. Il tutto è avvenuto nei corridoi sotto gli occhi dei magistrati. Una situazione spiacevole e delicatissima. Lametta per raggiungere la propria auto è stato scortato dalle forze dell’ordine.

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