Extracomunitaria uccide il compagno a coltellate, era ospite nel serinese

Ha cercato di spingere un'amica a creargli un alibi per la sera del delitto

Una giovane extracomunitaria nigeriana è stata accusata di aver ucciso il compagno a coltellate. La tragedia è avvenuta a Brindisi. La donna, in regola con il permesso di soggiorno, era ospite in una struttura del serinese.

Prima avrebbe negato, poi avrebbe ammesso di aver aggredito il fidanzato nell’alloggio in via Bastioni Carlo V in cui convivevano in vista delle nozze. Non voleva ucciderlo. Erano destinati a sposarsi Callistus Imoyera e Mariat Okoro: lui è morto, aveva 24 anni; lei, 23 anni da compiere, è in carcere a Lecce con l’accusa di omicidio volontario. 

A quanto pare, gli agenti guidati dal vicequestore di Avellino, Elio Iannuzzi, hanno interrogato e successivamente denunciato un'amica della donna che, adesso, dovrà rispondere di falso e truffa ai danni dell'associazione per aver tentato, su richiesta della presunta assassina, di apporre la firma di presenza a Serino nella notte del delitto. Un tentativo scellerato di creare un alibi. 

omicidio cittadino nigeriano - la casa (4)-3-2-2

La convalida del fermo

Cosa sia successo esattamente nella notte tra domenica e lunedì scorso, è ancora in fase di accertamento da parte degli agenti della Mobile di Brindisi. L’arma usata per l’aggressione diventata tragedia non è stata trovata e il movente non è chiaro. Anche perché la giovane, assistita dall’avvocato Luigi D’Arpe del foro di Brindisi, avrebbe fornito al gip che l’ha interrogata per la convalida del fermo, versioni confuse.

La giovane è stata sentita nel carcere di Lecce, in cui è ristretta dal pomeriggio dello scorso lunedì, dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di salentino, Stefania de Angelis che ha convalidato il fermo con l'emissione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Ha risposto, ma in un primo momento avrebbe negato di aver aggredito il compagno, subito dopo invece avrebbe ammesso dicendo però di non ricordare né cosa abbia usato per colpirlo, né tanto meno il motivo alla base della lite. Tutto messo a verbale, previa traduzione di un interprete di lingua inglese.

omicidio cittadino nigeriano - la casa (2)-2-2-2-2

Il litigio in strada e il telefonino

Prima della tragedia, secondo gli investigatori e lo stesso avvocato penalista che difende l’indagata, ci sarebbe stata una litigata tra i due giovani. A quanto si apprende, lei sarebbe stata promessa in sposa a lui. Anche questo aspetto da appurare. Secondo la ricostruzione, i giovani avrebbero iniziato a parlare in maniera animata lungo la strada, facendo ritorno a casa. Non è escluso che alla base del diverbio ci sia stato il telefonino in uso al ragazzo: probabilmente delle chiamate o degli squilli. Risulterebbero, infatti, telefonate in entrata sul cellulare della vittima. Con questi presupposti, si delinea il movente di natura passionale, legato cioè alla gelosia. Ma tale aspetto non è stato evidenziato nell’ordinanza di custodia cautelare di convalida del fermo. L’arma potrebbe essere un coltello, compatibile con i fendenti sul cadavere. Uno dei fendenti ha perforato il polmone.

I poliziotti brindisini e avellinesi hanno stretto il cerchio intorno all'indagata e la sua rete di amicizie in Irpinia. 

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