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Cronaca

Ex Isochimica: stabilita la data per il Processo d'Appello

Saranno discusse davanti ai magistrati di secondo grado gli Appelli proposti dalla Procura di Avellino e dalle parti

Il 23 maggio prossimo, davanti ai giudici della I Sezione Penale della Corte di Appello di Napoli, si aprirà il processo di secondo grado relativo alle morti causate dall’amianto nell’ex Isochimica. Saranno discusse davanti ai magistrati di secondo grado gli Appelli proposti dalla Procura di Avellino e dalle parti. Come noto, il 28 gennaio 2022, sono state inflitte quattro condanne a 10 anni di reclusione, 23 assoluzioni, con 50 mila euro di risarcimento per ciascuna delle famiglie delle vittime.

Questa è, in sintesi, la sentenza di primo grado del processo Isochimica, pronunciata dalla giudice Sonia Matarazzo al termine di una camera di consiglio che è durata 5 ore. La sentenza è stata letta a Napoli, nell'aula bunker di Poggioreale, dove si è svolto il processo. Ex operai e parenti delle vittime hanno atteso l’esito davanti ai cancelli di quel che resta della fabbrica di Borgo Ferrovia. Sono stati giudicati colpevoli di disastro ambientale e omicidio colposo plurimo – oltre ad una serie di violazioni sulle norme di tutela ambientale e sicurezza – due funzionari di Ferrovie dello Stato, Aldo Serio e Giovanni Notarangelo, e due ex dirigenti dell’Isochimica, Vincenzo Izzo e Pasquale De Luca.

Invece, sono stati assolti con formula piena, perché il fatto non sussiste, tutti gli altri imputati, che erano stati accusati, a vario titolo, di disastro ambientale, omessa bonifica e omissioni in atti d’ufficio. Tra questi figurano l’ex sindaco di Avellino Giuseppe Galasso e tutta la sua giunta di allora, composta da Antonio Rotondi, Sergio Barile, Giancarlo Giordano, Ivo Capone, Toni Iermano, Donato Pennetta, Luca Iandolo e Raffaele Pericolo; i dirigenti del comune di Avellino Luigi Cicalese e Francesco Tizzani; gli imprenditori delle ditte a cui erano state commissionate le prime operazioni di bonifica, Francesco Barbieri, Biagio De Lisa, Giovanni D’Ambrosio, Giovanni Rosti, Francesco De Filippo; i funzionari Asl Michele De Piano e Luigi Borea, il curatore fallimentare della fabbrica Leonida Gabrieli, il responsabile del procedimento di bonifica Giuseppe Blasi e l’ex sindaco di Avellino Paolo Foti. Quest’ultimo si era trovato, appena insediato, con la grana della messa in sicurezza dell’impianto e per un periodo tra il 2013 ed il 2014 era finito coinvolto nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Avellino sulla mancata adozione di provvedimenti per la messa in sicurezza dell’area di Isochimica. I difensori delle parti in causa, invece, sono gli avvocati: Antonio Tomeo, Giovanni Iacobelli, Generoso Pagliarulo, Nello Pizza, Edoardo Volino, Francesco Saverio Iandoli, Annibale Schettino, Maria Carmela Picariello, Benny De Maio, Giuseppe Barrasso, Fiore Capone, Italo Benigni, Anna Caserta, Marino Capone, Simona Ventullo, Giancarlo Freda, Marino Perongini, Rocco Pecoraro, Enrico, Maria De Castiglione, Claudio Botti, Claudio Ruocco, Michele Fratello e Alberico Villani. 

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