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Estorsione ai danni di imprenditori aggravata da metodo mafioso: sono 12 gli indagati

Sono 12 gli indagati accusati di estorsione con il metodo mafioso ai danni di imprenditori dell'area di Avellino e Benevento

Sono 12 gli indagati accusati di estorsione con il metodo mafioso ai danni di imprenditori dell'area di Avellino e Benevento. Stando a quanto scrivono i colleghi di Casertanews, il pubblico ministero Luigi Landolfi della Dda di Napoli ha chiuso le indagini preliminari e si prepara a chiedere il rinvio a giudizio per Marcus Acatrinei, 31 anni residente ad Airola; Antonio Buonanno, 27 anni di Sant'Agata de Goti; Francesco Buono, 28 anni di Airola; Clemente Rinaldo, 38 anni di San Martino Valle Caudina; Alessandro Massaro, 26 anni di Benevento; Biagio Massaro, 27 anni di Airola; Pasquale Massaro, 22 anni di Airola; Pietrantonio Morzillo, 43 anni di Moiano; Giovanni Testa, 49 anni di Montesarchio; Luca Truocchio, 20 anni di Moiano; Umberto Vitagliano, 56 anni di San Martino Valle Caudina; e, come detto, Umberto Zampella di San Marco Evangelista.  Secondo l'accusa avrebbero costretto imprenditori e commercianti a versare il pizzo al clan Pagnozzi operante proprio a cavallo tra le due province.

"Ci dovete dare 100mila euro"

Zampella, difeso dall'avvocato Nello Sgambato, in particolare è accusato di essersi recato in un'azienda avicola minacciando il titolare: "sono 7 mesi che i compagni stanno aspettando e voi sapete dove andare... Ci dovete dare 100mila euro". Una somma che la vittima si rifiutò di versare. In altre circostanze, invece, il gruppo criminale per essere più convincente passò all'azione con spari alle serrande ed anche l'esplosione di un ordigno rudimentale fuori una macelleria. 

 

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