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Estorsione aggravata dal metodo mafioso, i Graziano scelgono di non rispondere

Il blitz ha portato alla luce un giro di estorsione nel Vallo di Lauro

Nella giornata di ieri vi abbiamo parlato dell’inchiesta portata avanti dall’antimafia di Napoli e che ha condotto all'arresto dei fratelli Fiore e Salvatore Graziano, 46 e 48 anni, ritenuti elementi di spicco del clan Graziano, Domenico Desiderio e Antonio Mazzocchi, imprenditori di onoranze funebri, e Domenico Ludovico Rega, altro esponente del clan Graziano. 

I fratelli Graziano hanno scelto di non rispondere alle domande del Gip e resteranno dietro le sbarre, anche se tutto lascia intendere che, il loro legale, Raffaele Bizzarro, potrebbe decidere di impugnare la misura cautelare al Riesame.

Estorsione aggravata dal metodo mafioso 

Le accuse di estorsione aggravata dal metodo mafioso, nascono da una serie di attentati e minacce compiuti nel Vallo di Lauro, nello specifico, contro un’impresa di pompe funebri di Domicella. 

I Graziano hanno preteso una tangente da 100mila euro; minacciando continuamente i dipendenti, fino ad arrivare a sparare contro il cancello della ditta. Modus operandi, questo, rivolto anche nei confronti di un’impresa edile incaricata di realizzare i lavori per un parcheggio che sarebbe dovuto nascere proprio nei pressi dell’impresa funebre di Domicella. I fatti sono avvenuti tra il 2017 e il 2018 e, grazie ad alcune intercettazioni ambientali e telefoniche, il cerchio si è chiuso. La Dda non ha perso tempo e ha immediatamente allertato le prefetture di Napoli e Avellino per scongiurare il rischio di nuovi agguati. 

 

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