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Esplosione di un metanodotto in Toscana: inizia il processo

Una tragedia che costò un morto nel 2012 (un giovane operaio nato in Bulgaria), diversi feriti (con varie ustioni) e la devastazione di un pezzo della Lunigiana

Tra i sette imputati per l’esplosione del metanodotto in comune di Tresana, avvenuta il 18 gennaio 2012 figura anche un irpino.

Sono tecnici e dirigenti della Snam, più due tecnici della ditta che stava facendo i lavori presso la centralina del metanodotto in località Mulino, non lontano da Barbarasco. Le accuse variano da omicidio colposo a lesioni colpose, passando per disastro colposo e incendio. Senza dimenticare l’ipotesi di violazione delle norme per la sicurezza su lavoro.

 Una tragedia che costò un morto (un giovane operaio nato in Bulgaria), diversi feriti (con varie ustioni) e la devastazione di un «pezzo» della Lunigiana. Ma ad attirare l’attenzione, in aula, più che i presenti erano gli assenti: non c’erano avvocati di parte civile. A quanto pare la famiglia del morto, i feriti e gli enti locali hanno accettato le offerte di risarcimento danni. E così, salvo sorprese all’ultimo minuto, le parti civili sono tutte uscite di scena

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