Emergenza Coronavirus, nuovo Dpcm: la stretta anticipata a lunedì 12 ottobre?

L'Irpinia attende le decisioni del Governo ma, intanto, nella giornata di ieri, il sindaco di Lauro, Antonio Bossone, ha spiazzato tutti dichiarando ai nostri microfoni: "Lunedì chiudo tutto"

Tre ore di riunione a Palazzo Chigi dopo che il bollettino della Protezione Civile ha segnalato 5724 nuovi casi e 29 morti e un'ipotesi in campo: quella di anticipare il Dpcm che conterrà una nuova stretta con coprifuoco e lockdown a lunedì 12 ottobre. La decisione non è stata ancora presa ufficialmente ma il governo ha intenzione di intervenire al più presto: e nel mirino stavoltà finirà la "convivialità", ovvero feste, eventi, cerimonie e locali. 

Nuovo Dpcm: la stretta anticipata a lunedì 12 ottobre?

La nuova ipotesi in campo è quella di chiudere i locali pubblici a mezzanotte, una misura che tutelerebbe in qualche modo almeno i ristoranti da contraccolpi eccessivi. Insieme si cerca di rimodulare lo smart working per ridurre la circolazione delle persone. Si tratta di una strategia che sarà accompagnata da altri provvedimenti, non necessariamente anti-movida. E che sarà condivisa con gli enti locali, visto che prima dell'ok definitivo ci sarà un incontro con le regioni per evitare o ridurre al minimo le polemiche. Nel dettaglio i provvedimenti allo studio sono i seguenti: 

  • divieto per gli sport di contatto anche amatoriali
  • stop alla somministrazione di alcoolici da asporto dopo le 21
  • stretta sugli assembramenti davanti ai locali 
  • chiusura degli esercizi commerciali pubblici alle ore 24
  • blocco totale delle feste in luoghi pubblici o privati
  • limitazioni al numero degli invitati negli eventi come matrimoni, battesimi e cresime
  • incentivi allo smart working
  • possibile riduzione della capienza dei trasporti pubblici, oggi all'80%

Quest'ultimo punto è ancora in discussione visto che l'attuazione degli altri potrebbe renderlo non necessario. Mentre si parla, per converso, anche di una riduzione a dieci giorni della quarantena di chi viene a contatto con i positivi La logica che guida i provvedimenti è quella spiegata ieri dal ministro della Salute Roberto Speranza durante il vertice. Ovvero che il contagio attualmente avviene soprattutto tra parenti e amici, quindi è necessario limitare i contatti. D'altro canto i numeri di ieri parlano da soli: i nuovi contagi sono 5.724 (rispetto ai 5.372 del giorni prima) mentre arrivano a 133.084 tamponi effettuati (nuovo record, ma abbiamo spiegato che il collegamento vale fino a un certo punto). I morti 29. Sono invece soltanto tre in più i pazienti in terapia intensiva e 390 in totale, 250 in più gli ospedalizzati (in tutto 4.336). Ma soprattutto, come si segnalava già ieri, la situazione sta rapidamente precipitando in Lombardia, con 1.140 nuovi positivi, mentre rallenta il ritmo del contagio in Campania: ieri 664 nuovi positivi. 

Il divieto per le feste private e i locali chiusi alle 24

Con questi numeri il governo sta vagliando tra l'altro l'ipotesi di una forte raccomandazione affinché le mascherine siano indossate anche nelle case se in presenza di non conviventi, oltre al divieto di feste private e la conferma della limitazione delle presenze in congressi e manifestazioni pubbliche al chiuso (massimo mille persone all'aperto se consentito dalle condizioni). A queste limitazione potrebbe essere possibile una deroga per alcuni teatri, come La Scala di Milano e il San Carlo di Napoli, con percentuale su capienza rispetto al numero già indicato di massimo 200 spettatori. Repubblica spiega oggi che già a fine estate il Cts aveva ragionato della possibilità, ma non aveva scelto questa strada: i soggetti in isolamento erano pochi, la prudenza “costava” sacrifici contenuti. La situazione ora è cambiata e per questo la riduzione potrebbe essere fondamentale: 

Adesso interi settori – e moltissime famiglie, a causa della scuola – potrebbero rischiare la paralisi. Ridurre la quarantena, tra l’altro, potrebbe anche limitare il numero di tamponi effettuati, perché in diversi casi si potrebbe decidere di non testare i “contatti” a inizio e a fine isolamento, ma una volta sola alla scadenza dei dieci giorni.

Il Corriere della Sera spiega che per impedire gli assembramenti si vieterà ai cittadini di sostare davanti a bar, ristoranti e pub dalle 21 alle 6. Ma anche di riunirsi in strade, piazze e parchi.

Mentre vengono potenziati i controlli sull’uso delle mascherine, il governo vuole impedire le aggregazioni. E dunque si potrà stare all’interno dei locali — seguendo le linee guida già approvate—ma non fermarsi all’esterno a meno che non si sia seduti al tavolo. Le sanzioni imposte sarebbero uguali a quelle previste per chi va in giro senza coprire naso e bocca: da 400 a 1.000 euro di multa.

E sempre secondo il quotidiano la stretta sui trasporti pubblici potrebbe arrivare a ridurre la capienza al 50%. Intanto il governo vuole sollecitare un aumento dei controlli per rispettare le regole della distanza sia per chi è seduto che per chi è in piedi. 

La stretta del governo anticipata?

Secondo l'AdnKronos invece l'intenzione sarebbe quella di valutare con attenzione le nuove misure, senza imprimere accelerazioni sul nuovo Dpcm, seguendo l'andamento dei contagi e proseguendo il confronto con le Regioni. Tra le ipotesi circolate nelle ultime ore, norme anti-movida come il divieto per gli assembramenti davanti a bar e ristoranti, cosi' come in piazze e parchi. Inoltre, regole più stringenti per feste private e eventi (matrimoni) con un numero di ospiti proporzionato alla capienza delle sale. Lo smart working dovrebbe essere implementato. 

"Dal 4 maggio - ha detto ieri Speranza secondo l'agenzia di stampa Ansa - abbiamo firmato solo norme che introducevano misure meno restrittive. Con il dl che abbiamo approvato poche ore fa, per la prima volta dal 4 maggio abbiamo introdutto misure in più. Questo significa che siamo a un cambio di fase". E ancora: "A Parigi hanno chiuso piscine, palestre e bar; a Madrid in un'area di milioni di abitanti si esce solo per andare a lavoro e a scuola. Allora noi oggi siamo messi un po' meglio di questi altri Paesi. L'Olanda che ha un terzo dei nostri abitanti ha circa 5mila casi, lo stesso la Repubblica Ceca. Questo significa - ha spiegato il ministro della Salute - che abbiamo un piccolo vantaggio rispetto agli altri ma non possiamo farci illusioni e dobbiamo avere ora la prontezza di capire, che ciascuno, il governo le regioni e anche le persone, deve alzare il livello di attenzione. Se lo facciamo subito siamo nelle condizioni di governare meglio i mesi successivi, in vista dell'arrivo che ci sarà, ma che purtroppo non è immediato, di risposte dalla comunità scientifica internazionale in termini di vaccino sicuro e cure efficaci. Il punto è come resistiamo in questi momenti".

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Il sindaco di Lauro, Bossone, non aspetta nessuno: "Lunedì chiudo tutto"

L'Irpinia attende le decisioni del Governo ma, intanto, nella giornata di ieri, il sindaco di Lauro, Antonio Bossone, ha spiazzato tutti dichiarando ai nostri microfoni: "Lunedì chiudo tutto" 

Queste sono state le sue dichiarazioni:

"Lunedì chiudo tutto, senza se e senza ma. Sono veramente stanco. Hanno fatto troppi guai. Sembra quasi che nessuno riesca a rendersi conto che la Sanità non è pronta, il Covid Center non è stato collaudato. La didattica a distanza non funziona e ancora meno il lavoro a distanza. Io non aspetto le decisioni di De Luca".

"L'unica decisione possibile" 

"In quanto sindaco, sono l'autorità sanitaria e il testo unico me lo consente. I motivi sono evidenti. Non ci possono essere nuove Ariano. Il sindaco deve esercitare il proprio ruolo quando vi sono ritardi istituzionali e, in questo caso, ce sono stati parecchi". 

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