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“Ad Avellino c’è corruzione negli uffici pubblici”: arrestati i funzionari per il pericolo di fuga

Conferenza stampa del Procuratore Rosario Cantelmo, del Questore Maurizio Ficarra e del responsabile della squadra mobile Marcello Castello. L'inchiesta è solo all'inizio. I due funzionari sono in carcere: uno a San Vittore l'altro a Benevento. Intanto il fermo è stato adottato per motivi di urgenza, non è stato ancora valutato dal magistrato

“Ad Avellino c’è corruzione negli uffici pubblici” una frase pronunciata dal procuratore capo della Repubblica Rosario Cantelmo fa tremare Palazzo di Città. Intanto due funzionari sono in carcere. Uno stava tra i padiglioni dell’Expo ed è stato ristretto a San Vittore, l’altro individuato dalla polizia in un comune sannita ed ora è dietro le sbarre a Benevento.

Sia il procuratore Cantelmo, il questore Maurizio Ficarra e il responsabile della squadra mobile Marcello Castello non fanno i nomi, non mostrano i volti come spesso accade quando convocano la stampa per notiziare sulle operazioni.

Si è solo all’inizio dell’inchiesta assegnazione alloggi scoppiata come un tornado dopo le dichiarazioni rese alla stampa dall’abusivo e bisogna andarci cauti. “Nessuno provi a mettersi le stellette” precisa Cantelmo “è una operazione frutto del nostro lavoro in accordo con la squadra mobile di Avellino”. “Ci abbiamo pensato un po’ prima di decidere di fare la conferenza stampa. Poi essendo un problema che tocca le fasce deboli e bisognose abbiamo preferito spiegare”.

Un iter comunque quello adottato dalla Procura di carattere di urgenza. “Il fermo contestato ai due funzionari deve essere ancora valutato dal magistrato. Per ora sono in cella, temevamo la loro fuga dopo che la notizia fosse diventata di dominio pubblico a seguito della dichiarazione resa da uno degli abusivi. L’accusa è di corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio”. Ad oggi il caso è isolato.

Saranno le indagini a chiarire l’eventuale reiterazione. “Fa male dover registrare simili episodi – dice Maurizio Ficarra – ritrovarsi ad arrestare funzionari pubblici non è certamente bello. Da loro si chiede il rispetto delle leggi. Ma purtroppo non è cosi. Noi vorremmo occuparci solo dei delinquenti e non di funzionari pubblici che si rendono responsabili di un reato così odioso perché perpetrato a danno di persone bisognose. Il potere amministrativo dovrebbe essere in grado di vigilare al proprio interno. Devo ringraziare gli uomini della squadra mobile, la polizia municipale per la celerità. In pochi giorni sono riusciti a ricostruire l’intera vicenda”.

Il procuratore Cantelmo rimarca: “c’è chi riveste ruoli pubblici e approfitta dei deboli. Ad Avellino lo scambio è avvenuto nel Palazzo. Si fa commercio. E nessuno ha detto nulla. Avellino non è più l’isola felice. Qui si registrano tutti i tipi di reati non ci fa mancare nulla. Si sono verificati anche fenomeni di intimidazione.E' probabile che i pubblici funzionari siano solo dei terminali di un sistema ancora più grande. I reati sulla pubblica amministrazione sono una materia scivolosa. Bisogna essere cauti. Su un punto sono certo: chi gravita intorno alle politiche sociali le utilizza per propri benefici e non per quelli delle persone bisognose”.

Si apre un nuovo filone? Non è dato sapere. Gli inquirenti non molleranno la presa.

Infine Marcello Castello, responsabile della squadra mobile spiega come sono stati rintracciati i due funzionari: uno a Milano era all’Expo. E’ stato fermato dai colleghi di Milano che l’hanno individuato intorno alle ore 19. L’altro era in un comune del beneventano”.

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