Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

"Ecosostenibilità ed Ecomafie" alla "Luigi Amabile": "Il processo al clan Cava uno dei momenti più importanti per questa terra"

L'evento ha visto la presenza della Dott. Rizzi Maria Cristina, giudice civile presso il Tribunale di Avellino: "Non esiste più “il padrino” come eravamo abituati a conoscerlo. Ora esiste una criminalità “sparsa”, che si distingue per quanto riguarda l’occupazione di piccoli territori"

Nella giornata di oggi, presso Istituto Tecnico Economico "Luigi Amabile" di Avellino, ha avuto luogo l’evento "Ecosostenibilità ed Ecomafie". L'evento ha visto la presenza della Dott. Rizzi Maria Cristina, giudice civile presso il Tribunale di Avellino: “I giovani di oggi non hanno conosciuto Falcone e Borsellino - afferma Maria Cristina Rizzi - la lotta alle mafie non si è mai fermata. È iniziata con Falcone e Borsellino, si è modificata, ma non si è mai fermata; soprattutto per quanto concerne le zone del Napoletano e del Casertano. Noi, ancora oggi, stiamo affrontando una battaglia a tutto campo. I ragazzi, sicuramente, non hanno vissuto le stragi di mafia, non hanno visto con i loro occhi il dolore dei familiari delle vittime – aggiunge il giudice – ma sono state proprio quelle scene a spingere tanti giovani a ripudiare la violenza dalla mafia”

“Il processo Cava ha rappresentato uno dei momenti più importanti per quanto concerne la lotta alla camorra in Irpinia”

Il giudice Rizzi, poi, descrive come si è modificata la camorra nel corso degli anni: “Io sono stata componente del processo contro il clan Cava e, ricordo, ha rappresentato uno dei momenti più importanti per quanto concerne la lotta alla camorra in questo territorio. Questo mi ha permesso di notare il cambiamento nelle nuove generazioni; in meglio e in peggio. Il meglio, neanche a dirlo, lo vediamo oggi, con i tanti giovani che conoscono molto bene il dramma della camorra. Il peggio, purtroppo, è spesso dato dalle famiglie camorristiche. Non esiste più “il padrino” come eravamo abituati a conoscerlo. Ora esiste una criminalità “sparsa”, che si distingue per quanto riguarda l’occupazione di piccoli territori. Che si distingue per quanto concerne i traffici di droga”.

Il problema della “Terra dei fuochi”

Il magistrato, infine, si sofferma sul problema relativo alla “Terra dei fuochi”: “Questo è il dramma che più di ogni altro ci colpisce, perché lede fortemente il nostro diritto alla salute. Diventa anche difficile, infatti, riuscire a ricollegare queste patologie all’attività della criminalità organizzata, ma noi sappiamo che è così. Ormai, l’enorme differenza è data dal fatto che non esiste più differenza tra la criminalità organizzata e l’imprenditoria. Il Sistema è entrato attivamente nel tessuto commerciale”.

I settori in cui il Sistema ottiene i maggiori profitti

Senza dubbio, non è difficile individuare le attività economiche in cui il sistema ha più facilità a ottenere profitti: “Stiamo parlando dei rifiuti, della cementificazione. Proprio per questo parliamo di una mafia più pericolosa; perché più preparata. Devo dire, però, che stiamo parlando veramente di una lotta senza quartiere”, conclude.

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