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Droga, ristoranti e clan: un irpino a capo dell'organizzazione internazionale

E' originario di Altavilla Irpina ma residente in Spagna. Da chiarire la posizione di un altro avellinese

A Barcellona, un blitz della polizia spagnola ha smantellato un giro di riciclaggio di denaro legato al narcotraffico gestito dalla camorra. Sono 33 le persone arrestate e sono stati sequestrati beni per 5 milioni di euro.

L’indagine mosse i primi passi nel 2015 quando, a Civitavecchia, grazie alla segnalazione della polizia spagnola, vennero sequestrati quasi 400 chili di hashish diretti in Campania. Secondo gli inquirenti catalani, la droga apparteneva ad un’organizzazione criminale riconducibile a un irpino residente in Spagna, ma avellinese di origine precisamente di Altavilla Irpina, dedita al traffico di droga e al reimpiego dei capitali nei settori della ristorazione, dell’import-export e del commercio di autoveicoli. La guardia di finanza ha proceduto anche ad una perquisizione presso l’abitazione dei genitori residenti ad Altavilla.

È la prima operazione condotta in Italia da una Squadra investigativa comune, strumento di cooperazione tra autorità giudiziarie e forze dell’ordine di Paesi dell’Unione europea. 18 sono state arrestate tra Italia, Spagna e Germania, altre 15 sono in stato di fermo per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti.

"Si tratta di un'importante operazione - ha spiegato il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti - perché per la prima volta sono state utilizzate squadre investigative comuni. Uno strumento che si rivelerà fondamentale anche per il contrasto al terrorismo internazionale: potremmo rispondere ai terroristi con l'unitarietà delle indagini e con la cooperazione costante tra le procure per lo scambio di informazioni". In Italia i provvedimenti di arresto e una ventina di perquisizioni sono stati eseguiti a Napoli, Giugliano, Castel Volturno, Roma e nelle province di Avellino, Bologna, Milano e Pescara.

Le indagini congiunte hanno poi consentito di accertare il coinvolgimento di due diverse organizzazioni criminali operanti in Italia e Spagna, legate ai clan camorristici. "L'indagine - ha sottolineato il direttore della direzione antidroga, Pino Colone - ha confermato un elemento assolutamente significativo: il traffico di droga è ancora una volta il principale motore di tutte le attività delle organizzazioni criminali". Complessivamente, nel corso dell'inchiesta, sono stati sequestrati quasi mille chili di droga, 500 di cocaina, il resto di marijuana e amnesia. Le indagini della Gdf hanno portato anche all’arresto di un altro avellinese il 56enne Sergio Ferrara. Da chiarire la posizione di quest'ultimo.

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