Cronaca

L'ex Dogana diventa bene pubblico: si apre una nuova fase

I primi ad essere soddisfatti sono i referenti del Comitato per la salvezza della Dogana che ha lavorato per anni e anni affinché si raggiungesse l'obiettivo di rendere la struttura di proprietà pubblica

E’ avvenuta l’immissione in possesso della ex-Dogana da parte del Comune di Avellino. I primi ad essere soddisfatti sono i referenti del Comitato per la salvezza della Dogana che ha lavorato per anni e anni affinché si raggiungesse l’obiettivo di rendere la struttura di proprietà pubblica.

Ai piedi della struttura ormai diroccata si è presentato anche il sindaco Paolo Foti e alcuni membri della Giunta. Le prime parole  il primo cittadino le spende per il comitato: “Un lavoro di grande civismo perché ha spinto le amministrazioni che si sono succedute e richiamato l’attenzione della pubblica opinione, che in generale si distrae molto spesso, sul fatto di doversi riappropriare di un simbolo identitario della propria città”. Ora non solo al comitato ma all’intera città interessa sapere che fine farà quella struttura. Foti ha le idee chiare: “partiamo dall’ipotesi progettuale del professore Paolo Mascilli Migliorini, che sta agli atti del Comune da tempo, fermo restando che la funzione dovrà essere pubblica e bisogna individuare quali funzioni dare al bene. E nel momento in cui si dà, come è necessario, una funzione pubblica alla Dogana, che insieme alla Torre dell’orologio, è il simbolo della città di Avellino, bisogna verificare che l’amministrazione comunale, nel prosieguo e negli anni a venire, sia in condizione di garantire lo svolgimento di questa funzione pubblica che presuppone costi. Bisogna verificare le condizioni perché non resti una cattedrale nel deserto senza sperperare fondi europei verificando soltanto se si possa intervenire su immobili vincolati”.

Sulla destinazione d’uso il sogno del sindaco è di “ospitare la Sala consiliare e sala conferenza per attività pubbliche dei cittadini e uffici di rappresentanza dell’amministrazione comunale, del gabinetto del sindaco e degli assessorati, visto lo stato di degrado in cui ormai versa l’immobile comunale realizzato in fretta e male dopo il terremoto in piazza del Popolo e visto che purtroppo siamo stati ostaggio del Ministero di Grazia e Giustizia nel dover ospitare nella sede storica del Comune, Palazzo De Peruta, i giudici di pace”.
Uno dei promotori del comitato Franco Festa sposa a pieno l’idea progettuale di Migliorini: “fattibile e che non richiede enormi interventi e straordinarie risorse, che comunque occorrono. Quella di oggi è la giornata della svolta e allo stesso tempo siamo al primo passo. Dopo otto anni che abbiamo chiesto che si procedesse all’esproprio questo diventa finalmente un bene pubblico”. 

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