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Cronaca Centro Storico / piazza amendola

La Dogana viene messa in vendita all'asta

Fallimento dei proprietari, il Tribunale mette la struttura all'asta: si parte da 646mila euro

Falliscono i proprietari e il simbolo della città, la Dogana viene messa in vendita all’asta. Oggi è diventato effige di degrado. La vendita sarà fatta il 3 marzo 2017 a prezzo base di 646 mila euro. Una vicenda sempre contorta quella dell’edificio storico. La procedura fallimentare è datata 2011 in seguito al pignoramento da parte dei creditori dei proprietari dell’immobile sottoposto anche a vincolo della Soprintendenza. Quest’ultima avrà il diritto di prelazione allo stesso prezzo dell’eventuale acquirente.

I resti del Palazzo della Dogana,  già emporio commerciale, esisteva nel 1007, anche se non ne conosciamo la data di edificazione. Fu, comunque, uno dei primi edifici pubblici della rinnovata Avellino e sin dal Medioevo, rappresentò un'importante struttura per la cittadina, dato che l'abbondanza di merci (cereali e legumi) che vi passavano, richiedeva la presenza di tanti dipendenti (un centinaio).

Svolse in pratica le funzioni di "Borsa merci", visto che vi si formavano i prezzi da praticare anche su altri mercati e fu sede di importanti Fiere, come quella di S. Modestino, che si teneva il 29 e 30 maggio, e quella di S. Maria Assunta, il 14 agosto. Il mercato settimanale nei giorni di martedì e sabato, che oggi sopravvive, anche se in altro luogo, veniva effettuato nella piazzetta antistante il Palazzo della Dogana.

Il feudatario Francesco Marino I Caracciolo, quarto Principe di Avellino, durante il XVII secolo, fece abbellire la città dall'artista di Clusone, Cosimo Fanzago.

Uno degli interventi interessò proprio la Dogana, che 1657, venne restaurata in stile barocco, abbellita e ricoperta da nicchie e lunette dove alloggiare statue classiche, busti in marmo.

Il tremendo terremoto del 1732 causò il danneggiamento di numerose statue che adornavano il Palazzo.

Già l'abolizione dei diritti feudali (2 agosto 1806) aveva avviato la decadenza della Dogana, che subì il "colpo di grazia" col trasferimento in altro sito delle attività ad essa in precedenza facenti capo.

Alla fine del XIX secolo, la Dogana si presentava come "un grande edifizio di rozzo e bruno aspetto, ma ornato di marmi e statue imperiali, fra cui quelle di Nerone, Caligola, Commodo e un Apollo che suona la lira, creduta di greco scalpello".

Nel principio del XX secolo, il Palazzo venne comprato da privati, per ospitare successivamente i locali del Cinema Umberto, finchè, il 17 novembre 1992 un incendio distrusse l'interno, lasciando in piedi solo le pareti perimetrali.

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