Cronaca

Crac della Divina Provvidenza di Bisceglie, suora irpina a processo

La sentenza in abbreviato riguarderà  anche un avvocato tributarista di origini avellinesi

Crac della Divina Provvidenza di Bisceglie, la suora avellinese Rita Cesa, originaria di Montefredane, poi al momento del voto Suor Marcella ha scelto il rito abbreviato per farsi processare. 

Suor Marcella, madre superiora della congregazione Ancelle della Divina Provvidenza  gestiva gli ospedali ed è rimasta coinvolta nello scandalo insieme ad altre 12 persone, nel quale sono coinvolti personaggi eccellenti come l’ex sindaco di Molfetta Antonio Azzollini, senatore della Repubblica, che è stato rinviato a giudizio dal gup di Trani al termine dell'udienza preliminare. A chiedere di processare gli imputati (le indagini erano cominciate nel 2012) era stata la Procura di Trani per i vari reati commessi.

La sentenza in abbreviato riguarderà  anche l'avvocato tributarista di origini avellinesi Antonio Damascelli (consulente fiscale della Cdp).

Le indagini sulla Casa Divina Provvidenza di Bisceglie - coordinate dalla pm Silvia Curione e dall'ex procuratore aggiunto Francesco Giannella - sono partite parallelamente alla richiesta di fallimento avanzata dalla Procura di Trani nel giugno 2012: l'ente della congregazione Ancelle della Divina Provvidenza era gravato da debiti per 500 milioni di euro accumulati nei confronti di vari creditori, tra cui l'Inps e l'Agenzia delle entrate. Il 10 giugno 2015 vennero eseguite nove misure cautelari (tra carcere e domiciliari) nei confronti di alcune delle persone finite a processo.

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