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Cronaca

Diffamazione e violazione dei domiciliari, sciolte le riserve: Lamberti non si muove dal carcere

Come era ampiamente previsto, il giudice ha emesso l'ordinanza che rigetta l'istanza di revoca e conferma la misura

Sabato 5 marzo 2022 la Digos della Questura di Avellino eseguiva il provvedimento di revoca della misura degli arresti domiciliari e contestuale sostituzione con la custodia in carcere nei confronti di Rosario Lamberti, 63enne di Avellino, imputato di una pluralità di fatti di diffamazione, emesso dal Tribunale di Avellino a seguito di reiterata violazione dei divieti connessi agli arresti domiciliari.

Il 7 marzo scorso ha avuto luogo il giudizio a carico di Rosario Lamberti per il tentativo di estorsione ai danni di Eziolino Capuano nel periodo in cui, quest'ultimo, era l'allenatore dell'Us Avellino. L'istruttoria dibattimentale iniziava con l'escussione dello stesso Capuano. L'allenatore ha confermato di aver interpretato la richiesta di sponsorizzazione di Lamberti come un tentativo di estorsione in quanto, dal suo punto di vista, il diniego aveva portato a una serie di trasmissioni diffamatorie. Una serie di offese che non avevano riguardato soltanto la sfera professionale, ma anche quella personale. Successivamente veniva ascoltato l'agente di polizia che ha provveduto a recuperare i tabulati da cui si evincevano le chiamate intercorse in quel periodo tra Lamberti e Capuano. Alla fine è stato ascoltato anche Giuseppe Matarazzo che, al tempo, era addetto stampa dell'Us Avellino e che ha riferito di aver percepito il problema di Ezio Capuano - di ricordarsi delle trasmissioni di Lamberti - e di aver deciso di epurare dalla rassegna stampa le trasmissioni di Lamberti proprio perché riteneva che riguardassero la vita personale del mister e che avrebbero potuto minare la tranquillità dello spogliatoio e dello staff.

Alla fine, lo stesso Lamberti  - difeso dagli avvocati Giuseppe Di Gaeta e Lorenzo Scafuri - ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee sostenendo che, nel periodo in cui si sono svolti i fatti, le sue trasmissioni non andavano in onda su Just tv ma su una televisione che apparteneva al bouquet di emittenti di D'Agostino che - già allora - era presidente dell'Avellino.

Rigettata la richiesta avanzata 

Nella giornata di oggi, come era ampiamente previsto, il giudice Pierpaolo Calabrese ha emesso l'ordinanza che rigetta l'istanza di revoca. Confermata, dunque, la misura cautelare della detenzione carceraria. Questo perchè Lamberti è stato arrestato per reiterata violazione degli arresti domiciliari e, nonostante la restrizione, ha continuato a pubblicare video su YouTube e, quindi, a commettere i reati per il quale era stato tratto a giudizio: "Appare francamente irragionevole che altre persone, non meglio identificate, possano avere utilizzato le credenziali dell'odierno imputato, prima, per l'apertura di un canale al suo nome, quindi, per la trasmissione attraverso di esso di un format del tutto analogo a quello già curato anteriormente alla sottoposizione a misura, senza che l'interessato ne fosse partecipe; P.Q.M. Rigetta l'avanzata richiesta".

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