Mascherine in Campania, De Luca: "Resteranno obbligatorie in caso di assembramenti pericolosi"

Le dichiarazioni del Governatore alla luce della prossima Ordinanza Regionale che sancirà soltanto un allentamento dell'obbligo di uso delle mascherine negli spazi aperti

Da lunedì prossimo le mascherine in Campania non saranno più obbligatorie negli spazi all'aperto, ma andranno comunque portate con sé e utilizzate nei luoghi chiusi o in caso di assembramenti pericolosi. Una notizia, già anticipata nel corso della videoconferenza di venerdì scorso e che il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, ha ribadito nel corso dell'intervento odierno.

Mascherine in Campania, De Luca: "Sarà ancora obbligatorio in caso di affollamenti pericolosi"

Ecco le dichiarazioni del Governatore, riguardante le prossime misure sanitarie che verranno messe in atto: "I dati degli ultimi giorni ci restituiscono risultati interessanti, ma non dobbiamo abbassare la guardia. Rimarrà obbligatorio portare con sé le mascherine: ognuno dovrà portare la mascherina nei locali chiusi, ma anche all'aperto quando si determinano affollamenti pericolosi. Penso alle passeggiate sui lungomari delle nostre città. Ovviamente, quando si esce, e non ci sono problemi di questo tipo, si potrà anche non indossarla, ma andrà comunque portata".

Da un punto di vista scolastico: "Abbiamo dato un'ennesima prova di efficienza amministrativa, con il piano di tamponi predisposto per tutto il personale delle commissioni di esame. Stiamo già predisponendo un ulteriore piano di tamponi per il personale e per i docenti scolastici, da effettuare nel periodo antecedente all'apertura della scuola".

Inoltre: "Ci stiamo muovendo per la vaccinazione di massa, una volta che i vaccini saranno pronti. Sarà nostra premura fare in modo che tutti i bambini vengano vaccinati. La Regione Campania, in tal senso, ha già partecipato alla gara". 

E, in caso di un nuovo aggravarsi della situazione epidemica: "Abbiamo predisposto 1.100 posti in più per l'emergenza Covid-19 negli ospedali campani. Ci stiamo già muovendo nell'ipotesi pessimistica che si verifichino nuove tragedie, da combattere e sconfiggere all'inizio".

Parole al veleno contro Salvini: "Ha dimostrato di essere tre volte somaro"

Continua, nel frattempo, la battaglia di parole a distanza con Matteo Salvini, in merito alle dichiarazioni polemiche del leader della Lega sugli assembramenti verificatisi a Napoli, dopo la conquista della Coppa Italia da parte degli azzurri sulla Juventus, nel match di mercoledì.

De Luca ha definito Salvini: "Un somaro politico che ha ripreso a ragliare. I commenti hanno portato alla luce una propensione sotterranea allo sciacallaggio e al razzismo, nei confronti di Napoli, della Campania e del Sud, che pare impossibile da cancellare. I tifosi partenopei hanno festeggiato con gioia, in una maniera che sarebbe successa negli stessi modi in tutta Italia e in tutto il mondo. Voglio ricordare che in altre città del Paese, ad esempio a Torino, in occasione di una partita della Juve, ci sono stati morti e feriti in piazza. Mi sono arrivate immagini della movida a Vicenza, per le quali non sono state chieste spiegazioni al Governatore del Veneto. Ma siccome tutto questo è avvenuto a Napoli, il cafone ha ritenuto di fare commenti al riguardo".

Secondo il Presidente della Regione: "Salvini ha dimostrato di essere tre volte somaro: innanzitutto, se decide di organizzare una manifestazione, come quella del 2 giugno, insieme alla vispa Teresa, e si permette poi di parlare, significa che ha la faccia come il suo fondoschiena, peraltro usurato. In secondo luogo, bisogna ricordare a questo somaro geneticamente puro che l'osservanza di queste regole riguarda il Ministro dell'Interno e il prefetto, non il presidente della Regione. Infine, siamo di fronte ad atti di volgare sciacallaggio: se avessimo adottato lo stesso atteggiamento, avremmo dovuto pronunciare parole di fuoco nei confronti di alcune realtà del nord, dove si sono verificati morti a migliaia". 

E il Governatore, soprattutto riguardo al terzo punto, esprime le proprie argomentazioni: "La Regione che ha retto meglio al Nord, il Veneto, è quella che ha avuto quattro volte il numero dei contagi rispetto alla Campania. Per quanto riguarda le persone decedute, il Veneto ha avuto cinque volte il numero di morti della nostra Regione, la Lombardia quaranta volte di più, Emilia-Romagna e Piemonte si collocano a metà strada. Se noi avessimo voluto fare sciacallaggio, avremmo dovuto fare una campagna mediatica senza precedenti, ma noi esprimiamo solidarietà e coesione nazionale alle vicende dell'epidemia, ricordando però, a qualcuno che ha la memoria corta, che la Campania è stata la prima a chiudere tutto, quindici giorni prima rispetto alle decisioni prese dal Governo nazionale e dalle altre regioni, dove si continuava a ballare e a bere".

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