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Cronaca

Coronavirus, da domani senza (quasi) più restrizioni

L'Italia sfida la variante Delta

Da domani lunedì 28 giugno tutta Italia sarà in zona bianca e - recependo l'indicazione del Cts per le zona bianche - sempre da domani e fino al 31 luglio (giorno in cui scade lo stato di emergenza covid) non sarà più obbligatorio mantenere la mascherina indossata all'aperto, tranne nelle "situazioni in cui non possa essere garantito ildistanziamento, si configurino assembramenti o affollamenti, ci si trovi negli spazi all'aperto di strutture sanitarie e in presenza di soggetti immunodepressi". 

Un ulteriore passo verso la normalità mentre l'ultimo monitoraggio del coronavirus in Italia segnala come l'incidenza sia scesa a 11 casi ogni 100mila abitanti in 7 giorni a livello nazionale. "Una situazione che permette di togliere le mascherine all'aperto - spiega Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità, che in un'intervista a 'La Repubblica' avverte: "La pandemia non è finita, il monitoraggio ci consente di capire come evolve la situazione e semmai intervenire, anche reintroducendo misure".

La variante Delta: solo il 30% degli italiani vaccinato con doppia dose

Quello che preoccupa sono i dati che arrivano dall'Inghilterra in merito alla variante Delta e che mostrano che la vaccinazione con una sola dose può essere efficace nel ridurre le forme cliniche gravi ma non garantisce quel livello di protezione garantito invece da chi si è sottoposto al ciclo completo di vaccinazione.

Anche in Italia dove i casi totali decrescono, aumentano percentualmente i focolai indotti dalla variante Delta. I dati del report di venerdì dell'Iss parlano chiaro: in poche settimane i casi si sono quadruplicati, arrivando al 16,8%. Il ministro della Salute Roberto Speranza assicura la massima attenzione del Governo su tutte la varianti auspicando una misura internazionale coordinata. Ma le previsioni degli esperti non sono rosee.

L'auspicio e che con una buona parte della popolazione più fragile completamente vaccinata, all'aumentare dei casi non segua una crisi del sistema sanitario come avvenuto nello scorso autunno. Pertanto l'appello di tutti gli esperti è quello di correre con il completamento delle vaccinazioni, raggiungere subito coloro che ancora non hanno ricevuto neanche la prima dose e non rinviare per alcun motivo la seconda.

I virologi chiedono niente ferie con una sola dose

Al coro che da giorni invita a completare il prima possibile il ciclo vaccinale si è unita l'immunologa dell'Università di Padova Antonella Viola nonché Francesco Vaia, direttore dello Spallanzani di Roma. "Bisogna fare il richiamo senza rimandare a dopo le vacanze; finché non si è completamente vaccinati (10 giorni dalla seconda dose), bisogna continuare a usare mascherine e distanziamento. Solo dopo il ciclo completo di vaccinazione possiamo sentirci al sicuro" spiega Viola. "E' importante che si parta per le vacanze con la seconda dose di vaccino effettuata. Noi dobbiamo convincere a non rinviare il vaccino per andare in ferie", rincara Vaia.

E una soluzione indicata dalla ricerca è quella della vaccinazione eterologa (cioè usando due tipi diversi) che uno studio pubblicato Lancet ha dimostrato essere capace di agire in modo anche più efficace, provocando una risposta migliore del sistema immunitario.

Cts e Iss aprono a possibilità di zone rosse

A complicare le cose, se i primi dati saranno confermati, c'è il fatto che la variante delta non avrebbe quell'importate sintomo spia che ha aiutato a identificare i casi sin dall'inizio: la perdita dell'olfatto. Massimo Galli, direttore della Clinica Malattie Infettive dell'Ospedale Sacco di Milano, ai microfoni di iNews24.it, spiega che "per quel poco che adesso si può conoscere, potrebbe avere una maggiore capacità di diffusione", e sui sintomi, "non abbiamo molti dati che dicono che abbia un impatto clinico peggiore dell'altra. Se fosse vero che non causa la perdita dell'olfatto, non sarebbe un buon segno. Diventerebbe infatti, più difficile identificare il virus. Ma è tutto da verificare". 

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Le restrizioni in Campania 

Fatta salva l’adozione di ulteriori provvedimenti in conseguenza dell’evoluzione della situazione epidemiologica, su tutto il territorio regionale, dalla data del 28 giugno 2021 e fino al 31 luglio 2021:

1. dalle ore 22,00 e fino alle ore 6,00:
a)  è fatto divieto di vendita con asporto di bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, da parte di qualsiasi esercizio commerciale (ivi compresi bar, chioschi, pizzerie, ristoranti, pub, vinerie, supermercati) e con distributori automatici;
b)  è fatto divieto di consumo di bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, ivi compresi gli spazi antistanti gli esercizi commerciali, le piazze,  le ville e i parchi comunali;
c) ai bar, “baretti”, vinerie, gelaterie, pasticcerie, chioschi ed esercizi di somministrazione ambulante nonché agli altri esercizi di ristorazione la vendita di bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione,  è consentita esclusivamente  al banco o ai tavoli;
d) sono comunque vietati affollamenti o assembramenti per il consumo di qualsiasi genere alimentare in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

2. È fatta raccomandazione ai Comuni e alle altre Autorità competenti di intensificare la vigilanza e i controlli sul rispetto del divieto di assembramenti,   in particolare nelle zone ed orari della “movida”.

3. In conformità a  quanto previsto dall’Ordinanza del Ministro della Salute 22 giugno 2021, l’obbligo di utilizzo  dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, anche all’esterno,  resta fermo, tra l’altro,  in ogni situazione in  cui  non  possa  essere garantito il distanziamento interpersonale o  quando  si  configurino assembramenti o affollamenti.
L’ utilizzo dei detti dispositivi resta pertanto obbligatorio, sul territorio regionale,  in ogni luogo non isolato – ad es. nei  centri urbani, nelle piazze,  sui lungomari  nelle ore e situazioni  di affollamento-   nonché nelle   file, code, mercati o fiere ed altri eventi, anche all’aperto, nonché nei contesti di trasporto pubblico all’aperto quali traghetti,  battelli,  navi.

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