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Cronaca

Criminalità, Iandolo difende Libera e chiede di "indignarsi" per Genovese

Per lui un lungo applauso

Era molto atteso l’intervento in Consiglio comunale di Francesco Iandolo, da sempre vicino all’associazione Libera che negli ultimi giorni ha incassato le critiche del sindaco Gianluca Festa. “Non sono il consigliere di Libera, non mi ha fatto la campagna elettorale. Avellino Prende Parte mi ha presentato ed oggi ne sono il capogruppo”, ha subito esordito il consigliere che, dopo aver presentato l’excursus storico della malavita irpina, a partire dalla ricostruzione post terremoto, ha spiegato: “La camorra non è arrivata in città l’altro ieri. Ci sono famiglie che da sempre cercano di mettere le mani sugli affari della nostra città. In questa riorganizzazione ci sfugge qualcosa, cosa che non accade a Magistratura e Forze dell’ordine. La camorra in città non è un fatto nuovo, ma solo rinnovato. Abbiamo perso tempo a dichiarare Avelino un’isola felice, un tempo nel quale la politica è arrivata in ritardo. Sbagliamo a parlare di emergenza sicurezza, ma dobbiamo parlare di emergenza sociale ed è a questa che dobbiamo dare una risposta”.

Inoltre, dopo aver precisato che bisogna indignarsi per l’aggressione all’assessore Giacobbe, ha commentato duramente il recente arresto di Damiano Genovese (pur senza nominarlo): “Ci dobbiamo indignare se un ex consigliere è accusato di fatti gravi. Lo stesso consigliere che, anche quando terminato il suo mandato, entrava e usciva dal palazzo, indicando questa o quella persona a vari uffici”. Dopo aver annunciato di voler invitare i consiglieri a firmare il codice di condotta degli enti locali antimafia, l’intervento di Iandolo si è chiuso con un sentito e lungo applauso.

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