Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Covid, in 47mila senza neanche una dose: l’Irpinia è piena di No-Vax

Ciò che fa più rabbia è la decisione di alcuni di non vaccinare deliberatamente genitori e nonni. Anziani o molto anziani che, adesso, sono ricoverati in gravi condizioni

In molti, nella giornata di oggi, hanno strabuzzato gli occhi nel leggere che, in base a quanto comunica l’Asl, su 7.560 tamponi somministrati in provincia di Avellino nelle ultime 24 ore, sia antigenici che molecolari, sono risultate positive al COVID 854 persone (di cui 95 solo nel comune capoluogo). Un dato che, certamente, deve fare riflettere; ma mai quanto altri numeri sicuramente più pericolosi.

Nella giornata di ieri, infatti, l’Azienda Sanitaria Locale ha comunicato che, su una popolazione residente 12-90+ anni pari a 368.909 persone, in 322.324 (87% della pop. residente) hanno ricevuto almeno una dose di vaccino. Questo significa che 47,585 persone hanno scelto di non vaccinarsi.  E non dobbiamo neanche dimenticare che il DL n. 1 del 7 gennaio 2022 ha esteso l'obbligo vaccinale a tutti i cittadini che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età. In Irpinia, attualmente e sempre in base ai dati ASL, gli Over 50 da vaccinare sono 185.759. Di questi, 175.263 hanno ricevuto almeno una dose (il 94% pop. residente). Lo “zoccolo duro” dei No Vax irpini che, nonostante l’obbligo imposto dal Governo, continua a non vaccinarsi è pari a 10,496 persone. 

Non c’è più tempo per colmare i gap vaccinali ancora esistenti

Numeri evidenti che, chiaramente, danno anche la misura di quanto sia grave la situazione attuale in Irpinia. Sono due anni, ormai, che questo territorio continua nella sua battaglia contro il Covid-19 ma, senza ombra di dubbio, non ha senso basare tutte le nostre certezze soltanto sulla protezione che possono garantire i vaccini. Una protezione che, come è stato detto e ripetuto fino allo sfinimento, riguarda soltanto le forme più gravi del virus; non certamente il semplice contagio. Ormai è chiaro che non c’è più tempo per colmare i gap vaccinali ancora esistenti. Bisogna intraprendere quanto prima azioni forti per ridurre la trasmissione, alleviare il pesante carico sui sistemi sanitari e proteggere i più vulnerabili nei prossimi mesi. L’aumento del numero delle vittime tra gli ultra ottantenni non vaccinati e gli over 50 ancora scoperti è un chiaro segnale d’allarme. Dobbiamo pensare in primis a raggiungere queste persone, cioè coloro che affollano gli ospedali e occupando letti definiscono i colori delle regioni. Convincere i No Vax deve avere la priorità assoluta, anche rivolgendosi ai loro medici di famiglia.

Cresce il malumore e l’esasperazione tra i medici irpini

Neanche a dirlo, ciò che fa più rabbia è la decisione di alcuni di non vaccinare deliberatamente genitori e nonni. Anziani o molto anziani che, adesso, sono ricoverati in gravi condizioni. Situazioni surreali per i medici che, di fatto, sono stremati. Tra i medici irpini che, in questi due anni, hanno continuato a combattere il Covid, cresce sempre più il malumore e l’esasperazione. Indossare quotidianamente quella tuta per così tante ore, ormai, è divenuta una condanna. A questo occorre aggiungere il fatto di aver dovuto rivedere in maniera drammaticamente quotidiana i turni di tutto il personale sanitario perché molti sono i medici in quarantena. Insomma, se continua così, la situazione rischia di diventare ancora più atroce. E, in tutta sincerità, la stanchezza sopraggiunge anche quando questo urlo di disperazione finisce desolatamente nel vuoto. Un urlo di disperazione che muore al solo pensiero che, in Irpinia, ci siano quasi 48mila persone che non hanno fatto neanche una sola dose di vaccino.

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