Lockdown, la Campania è a rischio "zona rossa"

Perché la Regione rischia il doppio balzo

La Campania rischia di finire in zona arancione o addirittura rossa da oggi o da domani, ovvero quando sarà pronta l'ordinanza del ministero della Salute sulla base del report 25 dell'Istituto Superiore di Sanità che doveva uscire sabato e invece tarda da alcuni giorni. E il paradosso è che rischia di finirci nonostante ufficialmente abbia numeri da zona gialla "o addirittura verde", come hanno ironizzato alcuni tecnici. Cosa sta succedendo?

Perché la Campania rischia la zona arancione o rossa

Intanto c'è una premessa da fare, ovvero che proprio ieri il ministro della Salute Roberto Speranza ha detto che "C’è un rapporto serio tra le istituzioni e sarebbe un reato grave dare dei dati falsi". Un modo per parlare a suocera affinché nuora intenda, visto che in questi giorni alcune Regioni hanno sospettosamente tardato a inviare i numeri dell'aggiornamento all'Iss ritardando così la stesura del Report 25. In tutto ciò, spiega stamattina Repubblica, ieri Silvio Brusaferro dell’Istituto e Gianni Rezza del ministero hanno ricontrollato per tutto il giorno i dati e ci sono problemi con i numeri della Campania. Ovvero, "vanno troppo bene, sono quasi da zona verde". 

Ma non è tutto. Il quotidiano scrive anche che la pm Mariella Di Mauro ha avviato un'indagine per verificare i dati delle postazioni e gli altri parametri utilizzati per la classificazione del rischio negli ormai famosi 21 indicatori. Ovvero l'aumento dei posti in degenza ordinaria cresciuti di 1300 unità in un giorno (!) e le terapie intensive passate in venti giorni da 335 a 590 mentre sono 186 i pazienti ricoverati. Intanto i contagi non si fermano, ieri 4601 nuovi positivi a fronte di poco meno di 26mila tamponi. Per il sindaco di Napoli, de Magistris, è "purtroppo inevitabile, anzi tardivo, proclamare la Campania zona rossa". Ma intanto frena sulla chiusura del lungomare, anche ieri affollato, come chiesto dal governatore Vincenzo De Luca: "Chiudere una strada non ha alcun senso e, anzi, può provocare un effetto imbuto su altri luoghi. Si corre il rischio che le persone si vedano in casa dove il pericolo di contagio è maggiore che all’aperto". 

Il Report 25 e il caso Campania

Per questo, come scrive il Corriere della Sera, la Campania sembra avere una situazione reale diversa da quella scritta nei numeri: raccontano che il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro stia "analizzando i dati con la lente d’ingrandimento". Il quotidiano scrive che la regione potrebbe subire un doppio balzo nella classificazione, passando da gialla a rossa. “Ci sono file di ambulanze e auto in tutti gli ospedali di Napoli - è l’allarme di Giuseppe Galano, responsabile del 118 cittadino -. Cotugno, Cardarelli, Ospedale del Mare sono in crisi nel ricevere i pazienti Covid”.

Sul Fatto Quotidiano Stefania Salmaso, ex direttore del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità (Iss), spiega che a partire da aprile le Regioni hanno adottato un algoritmo basato su 21 indicatori (come frequenza dei contagi, numero di focolai, capacità assistenziale, etc…) per stabilire chi doveva uscire dal lockdown: "Per 24 settimane hanno inviato questi dati. Ma una Regione non aveva accesso ai dati delle altre. Da un paio di settimane abbiamo visto che la situazione stava riprendendo a correre. Questi dati sono stati dunque resi pubblici sul sito del ministero della Salute e utilizzati per introdurre le nuove contromisure. Il punto è che in alcuni casi l’algoritmo è stato applicato su dati che non sembrano completi. Dal sito del ministero, per esempio, si vede la tabella dei 21 indicatori: alcune Regioni hanno registrato la data di inizio sintomi solo nel 40% dei casi dei nuovi sintomatici e sono risultate gialle, altre per il 90% e sono state messe in zona arancione. La registrazione di inizio sintomi serve a calcolare il famoso parametro Rt, il numero che ci dice quanti nuovi casi può generare un infetto. Può succedere che chi ha registrato bene i dati ha un Rt più alto e giustamente è in zona arancione e chi non lo ha fatto è in zona gialla, ma potrebbe in realtà dover essere in zona arancione".

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