Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Pratola Serra

Corruzione a Pratola Serra: l'inchiesta sull'accesso abusivo ai sistemi informatici della Procura

La Compagnia Carabinieri di Mirabella Eclano ha notificato due distinti "Avvisi di conclusione delle indagini preliminari ed Informazione di garanzia", emessi rispettivamente dalla Procura della Repubblica di Napoli e dalla Procura della Repubblica di Avellino

La Compagnia Carabinieri di Mirabella Eclano ha notificato due distinti "Avvisi di conclusione delle indagini preliminari ed Informazione di garanzia", emessi rispettivamente dalla Procura della Repubblica di Napoli e dalla Procura della Repubblica di Avellino. Questi provvedimenti sono stati il risultato di un'articolata attività investigativa condotta dai militari della Compagnia e coordinata dai due Uffici Giudiziari, che ha fatto luce, compatibilmente con la fase del procedimento penale, sull'amministrazione del comune di Pratola Serra nel periodo in cui i fratelli Emanuele e Antonio Aufiero ricoprivano le cariche di Sindaco e Presidente del Consiglio comunale, poi disciolto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell'ottobre 2020 ai sensi dell'Art.143 TUEL.

Le accuse mosse contro Antonio Aufiero e i suoi collaboratori derivano da diversi episodi di corruzione. Nel primo caso, i fratelli Aufiero, insieme a Capone, avrebbero ricevuto somme di denaro dall'imprenditore Alfredo Iandolo, titolare della Iandolo srl. Secondo le indagini, Antonio Aufiero, in qualità di Presidente del Consiglio Comunale, avrebbe promesso l'assegnazione di contratti pubblici a Iandolo in cambio di denaro, destinato a coprire i debiti contratti durante la sua campagna elettorale. Il denaro sarebbe stato consegnato tramite Capone Angelo, con la promessa di favorire l'azienda di Iandolo nei futuri bandi pubblici. In particolare, si parla di una somma di 1.000 euro consegnata a Capone.

Nel secondo episodio, Antonio Aufiero, con il supporto di suo fratello Emanuele e di Capone Angelo, avrebbe ricevuto una promessa di pagamento dal legale rappresentante della GE F.lli Fioretti srl, Antonio Fioretti. In cambio di 30.000 euro, i fratelli Aufiero avrebbero promesso a Fioretti la gestione esclusiva di importanti infrastrutture del Comune, tra cui il depuratore consortile di Prata PU e quello comunale di Pratola Serra.

Secondo le indagini, Antonio Aufiero avrebbe suggerito a Fioretti di presentare un project financing per garantirsi l'aggiudicazione del contratto, con tempi di approvazione indicati direttamente da Aufiero stesso. Inoltre, Fioretti avrebbe proposto l'apertura di un nuovo impianto nella zona del depuratore, trovando la piena disponibilità di Aufiero. Le accuse nei confronti dei fratelli Aufiero e di Capone Angelo sono gravi: corruzione e concorso in atti contrari ai doveri d'ufficio in violazione degli articoli 110, 319, 319 bis e 321 del codice penale. L'aggravante, secondo gli inquirenti, è l'aver stipulato patti corruttivi per la concessione di contratti con la pubblica amministrazione.

Antonio Aufiero, insieme al fratello Emanuele e Angelo Capone, è accusato di aver stipulato accordi illeciti con Alessandro Marano, rappresentante legale della Alma srl. I tre pubblici ufficiali avrebbero facilitato l'affidamento a Marano della concessione per la gestione e manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione di Pratola Serra, in cambio di somme di denaro non quantificate. Questi fondi avrebbero finanziato la campagna elettorale di Aufiero, comprensivi della disponibilità di una sede elettorale e dell'ottenimento di voti per ampliare la base elettorale. Inoltre, Marano avrebbe offerto ad Aufiero un soggiorno presso l'hotel Marina Riviera di Amalfi il 14 e 15 agosto 2020. Questi patti corruttivi, legati alla stipulazione di contratti con la pubblica amministrazione, rappresentano una grave violazione dei doveri d'ufficio dei funzionari coinvolti.

La violazione del sistema informatico della Procura 

Antonio Aufiero è anche accusato, insieme a un operatore giudiziario presso la Procura della Repubblica di Avellino, di accesso abusivo ai sistemi informatici della Procura. Dal luglio 2018 all'aprile 2021, l'operatore avrebbe più volte acceduto al Sistema Informatico della Procura (S.I.C.P.) per visualizzare procedimenti a carico di Aufiero, consultandone dettagli come l'elenco degli indagati e le annotazioni estese, su richiesta dello stesso Aufiero. Questo abuso di potere sarebbe stato perpetrato senza alcuna specifica ragione d'ufficio.

Un altro caso di accesso abusivo riguarda un funzionario della Procura di Avellino. Dal febbraio 2019 al marzo 2022, avrebbe acceduto più volte al sistema informatico della Procura per visualizzare i procedimenti a carico di Aufiero, violando i doveri connessi alla sua funzione. Il funzionario avrebbe inoltre mantenuto rapporti telefonici con Aufiero, accentuando la gravità delle sue azioni. Anche un addetto all'Ufficio Archivio/Filtro Gip/Tribunale presso la Procura di Avellino, è accusato di accesso abusivo ai sistemi informatici. Nel febbraio e novembre 2020, avrebbe consultato i fascicoli relativi ai procedimenti a carico di Aufiero, condividendo informazioni riservate con lui e mantenendo contatti tramite Facebook.

Le accuse contro Antonio Aufiero, i suoi collaboratori e gli altri funzionari coinvolti delineano un quadro di corruzione e abuso di potere. Gli accordi illeciti per l'affidamento di concessioni pubbliche e l'accesso abusivo ai sistemi informatici della Procura rappresentano una grave violazione dei doveri d'ufficio, danneggiando pesantemente la fiducia delle persone nelle istituzioni pubbliche. Ora gli indagati - tramite i loro avvocati Raffaele Tecce, Alberico Villani, e Teodoro Reppucci - hanno venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere ascoltati dal pubblico ministero titolare dell'inchiesta, De Angelis, al fine di chiarire la loro posizione. Questi eventi sottolineano l'importanza di un controllo rigoroso e di misure preventive efficaci per contrastare la corruzione e l'abuso di potere nelle amministrazioni pubbliche.

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