Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca Pratola Serra

Potere, tangenti e un fiume di corruzione: l'inchiesta sul lato oscuro di Pratola Serra

Svelato il complesso "sistema Pratola Serra": l'inchiesta sugli intrecci illeciti che ha condotto alla notifica di due distinti "Avvisi di conclusione delle indagini preliminari ed Informazione di garanzia"

La Compagnia dei Carabinieri di Mirabella Eclano ha proceduto alla notifica di due distinti "Avvisi di conclusione delle indagini preliminari ed Informazione di garanzia", emanati rispettivamente dalla Procura della Repubblica di Napoli e dalla Procura della Repubblica di Avellino, nei confronti complessivamente di 26 individui (rispettivamente, 7 e 19). Le indagini condotte a Pratola Serra hanno fatto luce su un ampio schema di corruzione elettorale, che includeva promesse di inclusione nell'elenco degli scrutatori, assegnazioni di lavori pubblici, e offerte di impieghi in cambio di voti. Le accuse emergono dalla chiusura delle indagini che coinvolgono 26 indagati, i quali sono stati accusati di reati quali corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, turbata libertà degli incanti, corruzione elettorale e accesso abusivo al sistema informatico.

Tra gli indagati spiccano i fratelli Emanuele ed Antonio Aufiero, con quest'ultimo che, al momento dei fatti, deteneva la carica di presidente del consiglio comunale di Pratola Serra. Le indagini, coordinate dalle Procure di Avellino e Napoli e condotte dai Carabinieri di Mirabella Eclano, si sono avvalse di intercettazioni ambientali e telefoniche. Oltre ai fratelli Aufiero, tra gli indagati figurano Antonio Di Giovanni, Alessandro Marano, Angelo Capone, Antonio Fioretti, Carmine Carlo Aquino, Fabrizio Graziano, Bianca Galdo, Irio Serino, Sabino Lepore, Antonio Ciampi, Sabino Salvati, Simona Silano, Antonio Silvestre e Giuseppina Silano.

Entrambi i provvedimenti sono stati emessi al termine di una complessa attività investigativa condotta dai militari della predetta Compagnia e coordinata dai due Uffici Giudiziari, che ha permesso di fare chiarezza, nel rispetto della fase processuale, sull’amministrazione del comune di Pratola Serra durante il periodo in cui i fratelli Aufiero ricoprivano le cariche di Sindaco e Presidente del Consiglio comunale (quest'ultimo disciolto secondo l’Art. 143 del TUEL dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ottobre 2020). Le attività investigative hanno raccolto elementi significativi che indicano, in base agli attuali risultati delle indagini e salvi ulteriori sviluppi, che gli ex amministratori del comune di Pratola Serra nel biennio 2019-2020, attraverso accordi verosimilmente corruttivi, hanno assegnato appalti pubblici senza procedure competitive e senza la necessaria copertura finanziaria, nonché offerto vantaggi in cambio di voti per le elezioni regionali tenutesi a settembre 2020.

Accuse di corruzione elettorale e abusi d'ufficio

Gli inquirenti hanno mosso accuse contro i fratelli Antonio ed Emanuele Aufiero per vari episodi di corruzione elettorale. Il comune stesso è stato sciolto nel 2020 in base all'Articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali per infiltrazioni camorristiche. Antonio Aufiero è accusato di aver accettato tangenti da un imprenditore, pari a circa 30.000 euro, in cambio di favori nell'assegnazione di appalti pubblici. Secondo gli inquirenti, questi fondi sono stati utilizzati per finanziare la sua campagna elettorale. È inoltre accusato di aver promesso vantaggi come l'inserimento di giovani negli elenchi degli scrutatori e la concessione di posti auto per disabili in cambio di voti durante le elezioni regionali del 2020.

Durante le elezioni per il Consiglio regionale della Campania, inizialmente previste per il periodo 14 aprile - 15 giugno 2020 e poi tenutesi il 20 e 21 settembre 2020, Antonio Aufiero, candidato, ha tentato di guadagnare il sostegno di una famiglia numerosa di Montefalcione. Attraverso un intermediario, Aufiero ha promesso di aiutare il figlio della famiglia, che aveva presentato domanda di lavoro alla Fiat di Melfi, in cambio del loro voto. Aufiero ha detto: "Ho beccato una famiglia numerosa e il figlio di questa famiglia ha fatto la domanda a Melfi per la Fiat". Ha aggiunto: "Chiamo un mio amico di Torino. Voglio vedere", impegnandosi quindi a organizzare un incontro con il padre del giovane.

Nel suo ruolo di Presidente del Consiglio del Comune di Pratola Serra, Antonio Aufiero è stato al centro di accordi illeciti per il pagamento dei debiti elettorali, con la complicità del fratello Emanuele, sindaco del comune, e di Angelo Capone, l'allora vicesindaco e responsabile del settore tecnico. Gli imprenditori coinvolti hanno promesso somme di denaro in cambio dell'assegnazione di contratti pubblici. In particolare, Antonio Aufiero ha ricevuto 1.000 euro per coprire i debiti della campagna elettorale. Successivamente, è stato promesso ulteriore finanziamento da parte di Iandolo, con l'assicurazione che Aufiero avrebbe ricevuto il supporto finanziario necessario in cambio dell'assegnazione di lavori pubblici. Questi accordi sono stati aggravati dal fatto che coinvolgevano contratti con la Pubblica Amministrazione.

Il coinvolgimento di altri imprenditori e i tanti episodi illeciti

Un altro imprenditore ha promesso somme di denaro in modo simile. Ha corrisposto 1.500 euro ad Aufiero, con l'accordo che avrebbe ricevuto ulteriori lavori pubblici in cambio di pagamenti illeciti. Anche in questo caso, gli accordi sono stati mediati da un altro indagato con la partecipazione di Emanuele Aufiero. In vista delle elezioni per il Consiglio regionale della Campania, originariamente previste tra aprile e giugno 2020 e poi svoltesi il 20 e 21 settembre 2020, Antonio Aufiero è stato coinvolto in una serie di accuse di corruzione elettorale. Di seguito, analizziamo i principali casi che lo vedono protagonista, con particolare attenzione alle promesse fatte per ottenere voti. Aufiero, infatti, è accusato di aver promesso a un sostenitore il suo interessamento per una visita medica riguardante il riconoscimento dell'invalidità della figlia. Inoltre, prometteva l'inserimento della stessa nell'elenco degli scrutatori per le elezioni imminenti, che comprendevano sia il rinnovo degli organi regionali sia il referendum costituzionale. Il padre avrebbe accettato la promessa, garantendo il suo voto e il suo impegno a influenzare altri elettori, specificando di avere amicizie a Montefusco e parenti a Montefalcione. Gli incontri chiave per queste promesse si sono svolti a Pratola Serra il 21 agosto 2020 e il 21 settembre 2020.

In un altro caso, Aufiero è accusato di aver promesso a un’altra persona l'inserimento del figlio nel progetto "Tutela Ambiente e Sorveglianza del Territorio Pratola Serra 3", approvato con delibera n. 4/2020. Questo progetto, inizialmente previsto per agosto 2020, venne posticipato senza atto deliberativo a settembre 2020. Anche quest’altra persona avrebbe accettato la promessa, garantendo il suo voto e l'interessamento presso amici e parenti. Tuttavia, la Commissione straordinaria insediatasi nel Comune di Pratola Serra ha dichiarato la nullità della delibera e degli atti successivi per violazioni normative. Questo caso risale al 25 agosto 2020.

Un'accusa simile vede Aufiero promettere a un altro soggetto l'inserimento nel medesimo progetto di sorveglianza ambientale. Anche in quest’altro caso, la proposta sarebbe stata accettata, garantendo il suo voto e l'influenza su altri elettori. Anche in questo caso, la Commissione straordinaria ha annullato la delibera per violazioni delle norme di reclutamento della pubblica amministrazione. Gli eventi si sono verificati il 27 agosto 2020.

Aufiero è accusato di aver promesso a un altro individuo l'inserimento del figlio nel progetto "Tutela Ambiente e Sorveglianza del Territorio Pratola Serra 3". Anche quest’ultimo ha accettato, garantendo il suo voto e quello di altre persone. Le promesse fatte rientrano nello stesso contesto delle accuse precedenti, con la nullità della delibera dichiarata dalla Commissione straordinaria. Infine, un altro caso ha riguardato una donna, per l'inserimento nell'elenco degli scrutatori per le elezioni regionali e il referendum costituzionale. La donna avrebbe accettato la promessa, garantendo il suo voto e l'impegno nella campagna elettorale, venendo effettivamente nominata scrutatrice. Questo caso si è svolto il 15 giugno 2020.

Le accuse mosse contro Antonio Aufiero e i suoi collaboratori derivano da diversi episodi di corruzione. Nel dettaglio, i fratelli Aufiero, insieme a Capone, avrebbero ricevuto somme di denaro dall'imprenditore Alfredo Iandolo, titolare della Iandolo srl. Secondo le indagini, Antonio Aufiero, in qualità di Presidente del Consiglio Comunale, avrebbe promesso l'assegnazione di contratti pubblici a Iandolo in cambio di denaro, destinato a coprire i debiti contratti durante la sua campagna elettorale. Il denaro sarebbe stato consegnato tramite Capone Angelo, con la promessa di favorire l'azienda di Iandolo nei futuri bandi pubblici. In particolare, si parla di una somma di 1.000 euro consegnata a Capone. In un altro episodio, Antonio Aufiero, con il supporto di suo fratello Emanuele e di Capone Angelo, avrebbe ricevuto una promessa di pagamento dal legale rappresentante della GE F.lli Fioretti srl, Antonio Fioretti. In cambio di 30.000 euro, i fratelli Aufiero avrebbero promesso a Fioretti la gestione esclusiva di importanti infrastrutture del Comune, tra cui il depuratore consortile di Prata PU e quello comunale di Pratola Serra.

Secondo le indagini, Antonio Aufiero avrebbe suggerito a Fioretti di presentare un project financing per garantirsi l'aggiudicazione del contratto, con tempi di approvazione indicati direttamente da Aufiero stesso. Inoltre, Fioretti avrebbe proposto l'apertura di un nuovo impianto nella zona del depuratore, trovando la piena disponibilità di Aufiero. Le accuse nei confronti dei fratelli Aufiero e di Capone Angelo sono gravi: corruzione e concorso in atti contrari ai doveri d'ufficio in violazione degli articoli 110, 319, 319 bis e 321 del codice penale. L'aggravante, secondo gli inquirenti, è l'aver stipulato patti corruttivi per la concessione di contratti con la pubblica amministrazione.

Antonio Aufiero, insieme al fratello Emanuele e Angelo Capone, è accusato di aver stipulato accordi illeciti con Alessandro Marano, rappresentante legale della Alma srl. I tre pubblici ufficiali avrebbero facilitato l'affidamento a Marano della concessione per la gestione e manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione di Pratola Serra, in cambio di somme di denaro non quantificate. Questi fondi avrebbero finanziato la campagna elettorale di Aufiero, comprensivi della disponibilità di una sede elettorale e dell'ottenimento di voti per ampliare la base elettorale. Inoltre, Marano avrebbe offerto ad Aufiero un soggiorno presso l'hotel Marina Riviera di Amalfi il 14 e 15 agosto 2020. Questi patti corruttivi, legati alla stipulazione di contratti con la pubblica amministrazione, rappresentano una grave violazione dei doveri d'ufficio dei funzionari coinvolti.

La violazione del sistema informatico della Procura

Le accuse, però non finiscono qui: Antonio Aufiero è anche accusato, insieme a un operatore giudiziario presso la Procura della Repubblica di Avellino, di accesso abusivo ai sistemi informatici della Procura. Dal luglio 2018 all'aprile 2021, l'operatore avrebbe più volte acceduto al Sistema Informatico della Procura (S.I.C.P.) per visualizzare procedimenti a carico di Aufiero, consultandone dettagli come l'elenco degli indagati e le annotazioni estese, su richiesta dello stesso Aufiero. Questo abuso di potere sarebbe stato perpetrato senza alcuna specifica ragione d'ufficio.

Un altro caso di accesso abusivo riguarda un funzionario della Procura di Avellino. Dal febbraio 2019 al marzo 2022, avrebbe acceduto più volte al sistema informatico della Procura per visualizzare i procedimenti a carico di Aufiero, violando i doveri connessi alla sua funzione. Il funzionario avrebbe inoltre mantenuto rapporti telefonici con Aufiero, accentuando la gravità delle sue azioni. Anche un addetto all'Ufficio Archivio/Filtro Gip/Tribunale presso la Procura di Avellino, è accusato di accesso abusivo ai sistemi informatici. Nel febbraio e novembre 2020, avrebbe consultato i fascicoli relativi ai procedimenti a carico di Aufiero, condividendo informazioni riservate con lui e mantenendo contatti tramite Facebook.

Le accuse contro Antonio Aufiero, i suoi collaboratori e gli altri funzionari coinvolti delineano un quadro di corruzione e abuso di potere. Gli accordi illeciti per l'affidamento di concessioni pubbliche e l'accesso abusivo ai sistemi informatici della Procura rappresentano una grave violazione dei doveri d'ufficio, danneggiando pesantemente la fiducia delle persone nelle istituzioni pubbliche. Ora gli indagati - tramite i loro avvocati Raffaele Tecce, Alberico Villani, e Teodoro Reppucci - hanno venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere ascoltati dal pubblico ministero titolare dell'inchiesta, De Angelis, al fine di chiarire la loro posizione. 

Aufiero non è rimasto a guardare: "Non ho mai preso, chiesto o ricevuto un solo euro"

Attraverso una nota stampa, l'indagato, Antonio Aufiero, ha risposto alle accuse: "Il sottoscritto Antonio Aufiero, in relazione agli articoli ed alla forte risonanza che tale vicenda sta avendo, intende rappresentare il suo profondo stupore ed anche rammarico nel vedersi contestare tali e siffatte ipotesi accusatorie essendo totalmente estraneo ai fatti ipotizzati, non avendo mai e si sottolinea mai “preso, chiesto o ricevuto un solo euro” o altra utilità nella amministrazione della cosa pubblica. Non è la prima volta che vengono mosse accuse nei confronti dello scrivente per l’attività di amministratore del suo paese, che come ben noto si sono tutte e “dico tutte” concluse con sentenze di assoluzione, a dimostrazione dell’infondatezza delle ipotesi di reato contestate. Fermo quanto innanzi, comunque, si esprime la massima fiducia nell’operato degli organi della Magistratura avellinese e napoletana di cui mi pregio di conoscere le doti di imparzialità ed equilibrio, che da sempre ne caratterizzano l’operato, alle quali - come sempre fatto – si offre la più totale ed incondizionata disponibilità. Rappresento di aver conferito incarico all’ avv. Teodoro Reppucci, al fine di predisporre tutte le attività difensive per dimostrare la totale estraneità dello scrivente alle contestazioni ipotizzate", conclude 

Ovviamente, le parole di Aufiero non oscurano l'ombra di corruzione e potere illegittimo che si allunga su Pratola Serra. Mentre si preparano le difese, l'aria è carica di tensione: adesso saranno gli inquirenti a giudicare se la sua estraneità alle accuse è qualcosa in più di una semplice dichiarazione di innocenza. Ai posteri e ai... giudici l'ardua sentenza. 

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