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Covid-19: "Lavoro al supermercato e mia moglie deve partorire, restate a casa"

Un messaggio di speranza ma anche di grave denuncia

Io sono uno di quelli che a casa purtroppo non ci resterà mai...lavoro in un supermercato e come tale "devo" garantire, insieme a tutti i miei colleghi, un servizio di primissima necessità a tutti i cittadini. Mia moglie è incinta al 9° mese di gravidanza e solo Dio sa quello che provo la mattina quando fuori è ancora dipinto di buio ed esco per recarmi a lavoro..per non parlare di quando faccio rientro..la torrida e tremenda sensazione che si prova nel non poter abbracciare mia moglie, peggio ancora, ricoprire di baci e carezze quel pancione grosso - grosso che si gonfia sempre di più quasi a sembrare di esplodere...nella migliore delle ipotesi mia moglie vedrà da sola per la prima volta il volto delll nostro cuciolo...e i nonni..beh..credo... lo conosceranno un bel po' più in là!....come me tanti..tanti..forse troppi altri...molte persone, soprattutto i menefreghisti, quelli che nell'arco della giornata me li ritrovo davanti al banco anche 3-4 volte.. tutto questo neanche possono immaginarlo..e anche se un po' lo immaginassero, credo che nemmeno lo capirebbero...io non posso perché allo Stato, di quelli come me..e delle storie di quelli come me, poco gli interessa..ma chiunque di voi può..in nome di Dio, di tutti quelli che ci hanno già rimesso la vita, di tutte le vite che stanno per nascere..vi prego...e concedetemi di assumermi la responsabilità e la presunzione di parlare anche a nome di MIO FIGLIO..RESTATE A CASA!!!

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