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"Grazie al personale del Moscati, sono di nuovo a casa": la lettera del dipendente della Provincia

"Ho voluto condividere questa mia disavventura per mandare un messaggio: state molto attenti a questo nemico invisibile, è molto più subdolo di quello che ci dicono, ma fortunatamente è curabile grazie anche ai nostri medici"

Un incubo che sta, finalmente, per volgere al termine, dopo oltre tre settimane di ricovero in ospedale e tanta, troppa paura. Claudio Iannuzzo, il dipendente della Provincia risultato positivo al Covid-19 nello scorso mese di agosto e dimesso soltanto qualche giorno fa, ha inviato una lettera, rivolta agli organi di stampa, in cui ha ringraziato il personale del "Moscati" per la bravura e la professionalità con cui gli operatori medico-sanitari hanno affrontato, ancora una volta, un'emergenza che si protrae, ormai da mesi.

Ecco il testo integrale:

Finalmente sto per uscire da un incubo.

Dalla mattina alla sera mi sono improvvisamente trovato in un letto d’ospedale in isolamento con una diagnosi che sta spaventando tutto il mondo “Polmonite bilaterale da Covid – 19”.

Nel dramma mi debbo ritenere un fortunato per il decorso della malattia, ma soprattutto per la bravura e la professionalità del personale sanitario dell’ospedale “Moscati” di Avellino.

Già al pronto soccorso, in piena notte (con sintomi di febbre), sono stato accolto dal personale del reparto covid che tempestivamente ha prestato le prime verifiche diagnostiche e cure e soprattutto mi ha tranquillizzato (un angelo di nome Angela) che mi ha trasmesso un senso di sicurezza; ricordo le sue prime parole “stai tranquillo, meno di un mese uscirai dall’ospedale completamente guarito”.

Trasferito nella mattinata nel reparto di malattie infettive, immediatamente mi hanno somministrato le cure del caso, che in pochi giorni mi hanno fatto sentire meglio.

Sono stato nel reparto per 25 giorni, con momenti anche difficili, ma posso affermare della professionalità, organizzazione e senso di umanità di tutto il personale del reparto, dai medici, agli infermieri (un plauso a Natale per la sua simpatia) a quello delle pulizie, una squadra collaudata, affiatata  ma soprattutto che trasmette ai pazienti ottimismo in momenti così delicati.

Oggi sono quasi guarito, sto a casa e  ho voluto condividere pubblicamente questa mia disavventura per mandare un messaggio: state molto attenti a questo nemico invisibile, è molto più subdolo di quello che ci dicono, ma fortunatamente è curabile grazie anche ai nostri medici che nulla hanno da invidiare alle eccellenze del Nord Italia.

Grazie di cuore, continuate così, ci sentiremo tutti più sicuri.

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