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Coronavirus, la psicologa Carmen De Vito: "Combattiamo la segregazione facendo introspezione"

Come affrontare l'emergenza da Coronavirus senza farsi prendere dalla paura e mantenendo la calma? Ne parla ai microfoni di Avellino Today la giovanissima psicologa irpina Carmen De Vito

Come affrontare l'emergenza da Coronavirus senza farsi prendere dalla paura e mantenendo la calma? Avellino Today ha posto questa domanda alla giovanissima psicologa irpina Carmen De Vito.

"Dopo una prima fase in cui c'era chi sottovalutava il problema e chi, invece, lo sopravvalutava, adesso tutti hanno preso coscienza di quanto sia grave la situazione. Adesso ci troviamo tutti  in zona rossa e fare finta che il problema non sussista non è più plausibile. La paura, ovviamente, non deve sfociare in panico. Il nostro stato emotivo deve essere sempre mitigato dalla ragione. Questa spasmodica ricerca delle informazioni, porta le persone a mitigare momentaneamente l'ansia ma non è risolutiva. L'isolamento, sicuramente, crea diversi disagi dal punto di vista lavorativo. Per non parlare, poi, di come una situazione del genere possa influire su quelle persone che soffrono già di disturbi depressivi o di attacchi di panico. Chiaramente una situazione di questo tipo non può che peggiorare una condizione già di per sé grave. Da questo punto di vista, c'è bisogno di evitare l'isolamento affettivo. È importante rimanere sempre vicino alle persone a noi care. Non dimentichiamo, poi, che le tecnologie moderne ci permettono di parlare anche a distanza con i nostri familiari e amici. Ci sono persone, però, che stanno vivendo l'isolamento completamente da emarginati. A loro dovremmo rimanere accanto ancor di più ma, la mia preoccupazione più grande è che, quest'ultimi, siano difficili da rintracciare anche dal punto di vista sanitario". 

È possibile che, in qualche modo, lo stato generale di segregazione possa generare nei soggetti a rischio, addirittura, una sensazione di vicinanza mai provata prima?

"Diciamo che, per quanto riguarda i soggetti in grado di utilizzare internet e i social, questo stato generale di reclusione, certamente, può generare una maggiore vicinanza. Stessa cosa, però, non si può dire di tutti quegli altri che, invece, non hanno le stesse possibilità. Io penso che questa condizione possa trasformarsi in un'occasione per guardare all'interno di ognuno di noi. La possibilità di fare introspezione. Questo momento intimo può  essere utilizzato per riflettere sugli aspetti della vita personale, sui nostri bisogni, su cosa faremo una volta che sarà finita la quarantena. Il mio consiglio è di avere una maggiore cura psicofisica di noi stessi e di sfruttare questo momento per fare tutte quelle cose che il lavoro e gli impegni quotidiani c'avevano sempre impedito di fare".

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