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Coronavirus e Fase 2, De Luca: "In Campania continuerà la nostra linea: riaprire tutto, ma per sempre"

Il Governatore della Campania non demorde e accusa: "Anche durante quest'emergenza la nostra regione è stata la più penalizzata"

"Non faremo finta di riaprire ed essere costretti a richiudere dopo una settimana". Vincenzo De Luca non demorde e continua a perseguire la sua severa linea di contenimento del contagio da coronavirus. Nel corso della conferenza stampa odierna, il Governatore della Regione Campania ha dichiarato che continueranno i controlli sui caselli autostradali e sulle stazioni ferroviarie fino alla fine di maggio e che, fino al persistere dell'emergenza, non vi sarà una completa riapertura dei confini regionali.

Sugli ingressi in regione: "Chi va alla ricerca degli affetti non deve darci fastidio"

Il quadro preoccupante odierno, secondo De Luca, è dato dalla mancanza, ormai, generale, di controllo in tutta Italia: "Abbiamo deciso l'uso della mascherina come atto obbligatorio: se vogliamo avere un minimo di tranquillità, dobbiamo considerare l'uso delle mascherine, insieme al distanziamento sociale e al lavaggio delle mani. Il problema è che, ormai, in Italia, nessuno più controlla. La sintesi dei 1.000 comitati che abbiamo scelto è che abbiano detto: 'Arrangiatevi'".

"Nonostante tutto, in Campania seguiremo la nostra linea: riaprire tutto, ma riaprire per sempre - prosegue il Governatore - Cioè, non fare finta di riaprire ed essere costretti a richiudere, dopo una settimana, perché aumentano di nuovo i contagi. Dobbiamo fare ancora alcune verifiche: le faremo, cercando di capire fino al 18 che cosa è successo. Dal 4 maggio a oggi, sono arrivate quasi 25.000 persone, 2.000 sono in isolamento domiciliare, non sappiamo ancora quale sarà l'evoluzione dal punto di vista di contagio. Ma cercheremo di garantire ai nostri concittadini le massime condizioni di serenità. Manterremo, quindi, l'impedimento a entrare in Campania da parte delle regioni del Nord, e anche di altre regioni". 

Il Presidente della Regione continua a mantenere tracciato il solco: "Non si può entrare in Campania, se non per motivi di lavoro o di salute. Chi va alla ricerca degli affetti stabili e dei rapporti con gli amici, avrà la bontà di aspettare altri 20 giorni, un altro mese, e di non darci fastidio. Quindi, le misure di controllo ai caselli autostradali, alle ferrovie, agli imbarchi dei traghetti, a Capodichino rimarranno almeno fino a fine maggio per tutelare il nostro territorio e la nostra comunità. Se non blocchiamo la mobilità da regione a regione, è chiaro che il contagio rischia di esplodere in tutta Italia".

Da qui, il richiamo a mantenere alto il rigore e il rispetto delle regole: "La fase che abbiamo di fronte è la più difficile: nella prima fase, chiudere tutto era una grande sofferenza per tutti, ma era una decisione semplice da prendere. La fase 2 è molto più complicata perché ci sono 1.000 interessi in gioco, da governare, da farlo in maniera non demagogica e senza fare ammuina. L'ammuina la fanno al Nord, il rigore lo facciamo noi al Sud e in particolar modo in Campania".

Le accuse: "Lo Stato Italiano dovrebbe vergognarsi: siamo la regione ad aver ricevuto meno tamponi"

Dal punto di vista sanitario, la situazione è, grosso modo, sotto controllo, ma De Luca accusa le istituzioni nazionali: "Dal 1 maggio, abbiamo sostanzialmente abbiamo un'oscillazione tra 9 e 20 positivi, con un numero di tamponi effettuati molto importante, 131.000. Oggi, la Regione Campania è la regione più efficiente d'Italia: i numeri parlano chiaro. La nostra regione viene depredata ogni anno di 350 milioni di euro per la sanità: lo Stato italiano dovrebbe vergognarsi e nessuno ha fatto niente per risolvere questo problema. A ciò si è aggiunto, anche nel periodo dell'epidemia, una penalizzazione riguardante il numero di tamponi: siamo stati la regione a ricevere meno tamponi, 1 tampone ogni 50 abitanti. Anche per le mascherine, la Campania ha ricevuto un terzo di quello inviato alle altre parti d'Italia. Vi ho dato questi dati per ribadire che qui abbiamo fatto un miracolo e abbiamo dimostrato di essere la regione più efficiente". 

Il Governatore, inoltre, annuncia l'ingente piano di screening ad Ariano Irpino: "Faremo il tampone sierologico a tutta la popolazione arianese in tre giorni". E per le terapie intensive: Stiamo puntando ad avere 800 posti letto in più".

Sulle attività di ristorazione e balneazione: "Linee guida incompatibili, predisporremo misure nostre"

Nella giornata di ieri, De Luca aveva sollecitato il Governo a fornire alla Regione le linee guida per le attività di ristorazione e balneari: "Sembra che soltanto oggi verranno date queste linee guida: per adesso abbiamo ricevuto solo quelle dell'Inail, ma sono incompatibili con l'avvio di alcune attività economiche. Pertanto, prenderemo misure diverse, in modo particolare per la ristorazione e per le attività balneari. Se dobbiamo imporre un distanziamento di 2 metri nei piccoli ristoranti, significa che questi ristoranti non aprono".

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