Coronavirus, l'ex sindaco Franza e i consiglieri: "Ad Ariano sensazione di abbandono"

La lettera dell'ex amministrazione comunale

Una sensazione di abbandono che non è più tollerabile. L'ex sindaco di Ariano Irpino Enrico Franza, insieme ad altri ex consiglieri del precedente mandato istituzionale, hanno sottoscritto e firmato una lettera in cui vengono sollecitate le istituzioni regionali e nazionali a intraprendere azioni concrete e immediate per contrastare l'emergenza coronavirus che ha falcidiato il Comune del Tricolle, con tanti casi di contagio tra la comunità e sei vittime accertate.

La lettera

La comunità arianese, attraverso i sottoscritti rappresentanti, intende anzitutto esprimere il cordoglio per le vittime, la solidarietà ai malati e il ringraziamento a sanitari, volontari e forze dell’ordine che tanto si stanno impegnando in queste ore tristi e convulse.

Non abbiamo alcuna volontà polemica, chiediamo soltanto una considerazione adeguata alla peculiare gravità della condizione della città, sollecitati da appelli drammatici che arrivano da cittadini esposti a rischio che non si sentono abbastanza tutelati. La situazione di anomala estensione del contagio da Covid 19 nella nostra città, che ha giustificato l’emissione dell’ordinanza n. 17 in data 15/03/2020 del presidente della Regione, richiede – a nostro avviso - da parte della autorità un’attenzione particolare che tenda a riportare tale situazione nell’alveo della ordinarietà regionale, laddove invece ad Ariano e nell’arianese continuano a registrarsi percentuali di positivi, in rapporto ai residenti, analoga soltanto a quelle registrate nelle più martoriate province della Lombardia.

Ad Ariano i positivi rappresentano circa lo 0,3% della popolazione, in provincia di Napoli siamo allo 0,016 %, grossomodo venti volte in più! Le ragioni poste a base di quella ordinanza richiedono che all’interno della zona interdetta a qualsiasi spostamento si adottino misure ulteriori, dando priorità - anche rispetto a territori meno colpiti - all’approfondimento delle indagini epidemiologiche, alla piena e pronta funzionalità dei mezzi di soccorso, all’estensione dell’esecuzione di tamponi a tutti i sanitari ed alle persone venute in contatti con i malati, alla fornitura di adeguati dispositivi di protezione a tutti gli addetti ai servizi di pubblica utilità, a cominciare dall’ospedale.

Non è egoismo campanilistico, ma la logica conseguenza di un provvedimento straordinario cui devono conseguire comportamenti non ordinari. In tale ottica, la zona Covid allestita nell’ospedale di Ariano Irpino dovrebbe essere almeno in parte riservata ai residenti nel territorio di ordinaria utenza dell’ospedale stesso: i dati statistici fanno presumere una maggiore richiesta proveniente da questo territorio e sarebbe opportuno limitare al massimo la mobilità degli infetti, sia in entrata che in uscita. Inoltre , va garantito un minimo di funzionalità dell’ospedale per gli utenti che hanno bisogno di cure non legate all’emergenza da coronavirus, garantendo percorsi superati e sicuri ai pazienti dializzati ed oncologici.

Ad Ariano non vi è stato alcun particolare comportmento irresponsabile, né tantomeno nessuno si è sottratto ai propri doveri. La disciplina e la compostezza che sitiamo dimostrando, di cui ha dato atto il commissario prefettizio, richiedono adeguate risposte. Una volta chiuso il territorio perchè presenta una situazione eccezionale, bisogna che le autorità agiscano al suo interno in maniera altrettanto eccezionale; ma finora di eccezionale vi è soltanto l’atteggiamento della popolazione . Si diffonde la percezione di abbandono: invitiamo le istituzioni tutte a svolgere il proprio ruolo fino in fondo.

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Franza Enrico, Cusano Generoso, Della Croce Antonio, Gambacorta Domenico , Gambacorta Filomena, Grasso Carmine, Iuorio Mario, La Vita Giovanni, Manduzio Raffaela, Emerico Maria Mazza, Orsogna Luca , Puopolo Giovannantonio, Puorro Federico, Puorro Pasquale, Ruggiero Carmine, Zecchino Ettore.

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