Emergenza Coronavirus, Conte: "Indennizzi già pronti per tutti coloro che saranno penalizzati"

Ecco cosa cambia da domani in merito al contenimento dell'emergenza epidemiologica

Il Premier Giuseppe Conte ha firmato nella notte il Dpcm con le nuove misure restrittive anti Covid in vigore dal 26 ottobre: è quanto battono le principali agenzie di stampa poco dopo le 10.30 di domenica. Resta da capire quale reale effetto sul contenimento del contagio avrà: serviranno almeno dieci giorni.

La conferenza Stampa di Conte

"L'indice Rt ha raggiunto la soglia critica di 1,5. Il governo si è dato un obiettivo chiaro: vogliamo tenere sotto controllo la curva epidemiologica. Solo così riusciremo a gestire la pandemia e non rimarremo sopraffatti. Gli ultimi dati epidemiologici che abbiamo analizzato non ci possono lasciare indifferenti. Dobbiamo fare il possibile per proteggere salute ed economia e scongiurare un secondo lockdown generalizzato. Se a novembre rispetteremo le regole riusciremo a tenere la curva sotto controllo ed allentare poi le misure per affrontare dicembre e Natale con maggiore serenità. Nel Paese c'è molta stanchezza. La pandemia prova rabbia e frustrazione. Mi rendo conto dei sacrifici che chiediamo a tante categorie. Già pronti indennizzi per quanti sono penalizzati dalle nuove norme. I ristori arriveranno direttamente sul conto corrente dei diretti interessati con bonifico bancario dell'Agenzia delle Entrate".

Nel nuovo Dpcm, firmato anche dal ministro della Salute, Roberto Speranza, è stato confermato lo stop per bar e ristoranti alle 18, ma è saltata la chiusura nei giorni festivi: anche la domenica potranno restare aperti, ovviamente solo fino alle 18: avrebbe pesato il parere del Comitato tecnico scientifico consegnato al governo; gli esperti riterrebbero che l’apertura domenicale dei ristoranti può essere utile per limitare le riunioni familiari.

Ecco il testo integrale del nuovo Dpcm 

"Le attività dei servizi di ristorazione (tra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5 fino alle 18; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze".

Le misure anti Covid più restrittive per cercare di ridurre l'ondata di contagi saranno valide per un mese, fino al 24 novembre. Robusto l'intervento per le misure di ristoro, 1,5-2 miliardi, per le categorie messe più in difficoltà dal Covid-19. 

Dpcm 25 ottobre che cosa chiedevano le Regioni

Le Regioni avevano chiesto di rimodulare le chiusure:  "Penso che il punto di caduta proposto come Regioni (chiusura ristoranti alle 23) sia assolutamente ragionevole. Il tema vero sono gli assembramenti in vie e piazze, il non utilizzo degli strumenti di protezione individuale, il non rispetto del distanziamento sociale" ha detto all'ANSA, il governatore del Veneto, Luca Zaia. "Il Covid è fra di noi - aggiunge - il momento è di estrema difficoltà e alcune misure di sanità pubblica vanno pur adottate. Tuttavia ci vuole equilibrio e non si può pensare che la partita si risolva scaricando tutto su poche categorie produttive. Peraltro, come nel caso dei ristoratori, categoria che ha sempre rispettato le linee guida e si è dimostrata assolutamente rispettosa".

Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute e professore di igiene alla Cattolica, non lesina i dubbi: "Le misure legate agli orari non hanno alcuna evidenza scientifica. Dove sono state applicate, non hanno avuto effetto nel contenimento. La Francia applica il coprifuoco da una settimana, ma  l'incremento dei contagi è ancora molto sostenuto. Per questo dico che è più importante intervenire tempestivamente nelle aree dove il virus è fuori controllo". Ricciardi chiede eventuali lockdown mirati, restrizioni locali ove necessarie.

Il clamoroso dietrofront di De Luca 

Per ora niente lockdown in Campania: a far cambiare idea al governatore Vincenzo De Luca e' stata la conferenza Stato-Regioni, da cui "e' emersa l'indicazione del Governo di non assumere drastiche misure restrittive a livello nazionale. In queste condizioni diventa improponibile realizzare misure limitate a una sola regione, al di fuori quindi di una decisione nazionale, che comporterebbe anche incontrollabili spostamenti al di fuori dei confini regionali". Altro elemento e' l'assenza al momento di un piano socioeconomico di ristori, che De Luca ha sempre detto di considerare essenziale prima di varare drastiche chiusure.

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