Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Chiusano di San Domenico

Coronavirus, Don Antonio Romano rincara la dose: "Sono convinto che a contagiarmi sia stato un vaccinato"

A più riprese, il sacerdote, si era schierato a favore delle posizioni no green pass e di “aperture” ai no vax per la libertà di vaccinazione

Don Antonio Romano, parroco di Chiusano san Domenico, risultato positivo al Covid, ha duramente attaccato il giornalista Enrico Mentana, colpevole di aver accusato il sacerdote di essere “No-Vax”. “Si augura di vedermi morire in terapia intensiva”, ha affermato in una diretta social proprio lo stesso Don Antonio Romano, che rincara la dose: “Il giornalismo italiano non ha mai raggiunto livelli più bassi”. A più riprese, il sacerdote, si era schierato a favore delle posizioni no green pass e di “aperture” ai no vax per la libertà di vaccinazione. 

“Sono stato contagiato da un vaccinato”

“Sono convinto che a contagiarmi sia stato un vaccinato. Una persona che, probabilmente, munita di Green pass, ha pensato di non essere un pericolo di diffusione anche per gli altri. Tenendo un livello basso di attenzione. Inoltre, ho fatto il tampone la Vigilia di Natale ed ero negativo. A differenza di qualcuno che, da positivo, circolava liberamente. Questo è il primo fallimento della propaganda”.

Don Antonio, ancora, afferma che sia stata proprio la sua condizione di “non vaccinato” a consentirgli di percepire i sintomi del Covid e, quindi, a spingerlo a fare un tampone di verifica.

“Quando parliamo di vaccino, va bene dire che tutela dagli effetti più gravi del virus ma, per quanto riguarda me, sto trascorrendo la mia quarantena come un semplice influenzato. Anzi, non essendo vaccinato, ho avuto dei sintomi che mi hanno permesso di capire che era il caso di fare il tampone. Quello è stato il segnale che mi ha consentito di evitare di propagare il contagio anche rispetto a tanti altri che, vaccinati, non si rendono conto di essere positivi. Spero di tornare più forte di prima”.

La quasi totalità di coloro che finiscono in terapia intensiva è composta da non vaccinati 

Purtroppo, non è propriamente come afferma il sacerdote. Basti comprendere che, dopo aver effettuato il vaccino, certamente si può contrarre ancora il virus ma le possibilità che ciò avvenga calano drasticamente. Neanche a dirlo, il vaccino non è "un'armatura" che ti mette al riparo da ogni rischio. Occorre sempre e comunque accompagnarlo con comportamenti adeguati e rispettosi; soprattutto in una fase delicatissima come quella che stiamo vivendo in questo momento. 

Il parroco di Chiusano ha sempre affermato che, fare o non fare il vaccino, deve rimanere una scelta personale, libera da ogni sorta di costrizione. Un pensiero che, ovviamente, trova l’appoggio di tutti coloro che credono nella democrazia.

Il problema sorge nel momento in cui si afferma: “Ho capito di avere il Covid perché non sono vaccinato e ho mostrato i sintomi”. È bene ricordare a Don Antonio che la quasi totalità di coloro che finiscono in terapia intensiva è composta da persone che non hanno neanche una dose di vaccino. Purtroppo si sta parlando di una malattia che ha sterminato quasi 6mln di persone nel mondo (quasi 140mila soltanto in Italia); non stiamo parlando della spia nel cruscotto dell’auto che ti avvisa che devi far controllare l’olio.

Intanto, l'ultimo report ufficiale del mese di dicembre fornito dagli ospedali sentinella Fiaso sottolineano ancora una volta che “l’incremento dei ricoveri di no vax si è consolidato: dal 7 dicembre al 28 dicembre il numero è cresciuto del 46%, mentre l’aumento dei pazienti vaccinati nello stesso periodo si è fermato al 19%”. La rilevazione è stata effettuata in data 28 dicembre e riguarda un totale di 1.478 pazienti adulti e 66 pediatrici. “I no vax sono circa il 71% del totale dei pazienti in Rianimazione contro il 29% di vaccinati”, rimarca la Fiaso. Il tasso di crescita dei ricoveri Covid, negli ospedali sentinella Fiaso, “accelera del 13,7%”. E secondo la Federazione “è in parte, probabilmente, l’effetto festività a incidere sul maggior numero di ospedalizzazioni per Covid, ma quello che i numeri consentono di osservare è sempre più un’epidemia dei non vaccinati“.

Il senso di responsabilità impone la massima trasparenza nella campagna vaccinale

Tutti i cittadini hanno il diritto di scegliere se e quando vaccinarsi ma, senza ombra di dubbio, il senso di responsabilità impone la massima capillarità e trasparenza nella campagna vaccinale. Una scelta che dobbiamo fare tutti e che veda il coinvolgimento consapevole delle cittadine e dei cittadini attraverso un’informazione adeguata e diffusa. Una consapevolezza quasi “scontata” che renda omogeneo su tutto il territorio nazionale il diritto alla corretta informazione e alla tutela della salute.

Tutti noi dovremmo impegnarci affinché cittadine e cittadini siano adeguatamente informati e consapevoli della necessità di vaccinarsi per la salute propria e di tutta la collettività. La vaccinazione è un atto di responsabilità del singolo nei confronti della propria salute e di quella dei propri cari. Ed è un atto di responsabilità di ciascuno nei confronti della collettività. Una consapevolezza, questa, che si può raggiungere anche senza essere uomini di chiesa.

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