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Coronavirus, Conte: "Entro aprile 10-15 milioni di vaccinati"

Le parole del Presidente del Consiglio

Giuseppe Conte ha tenuto la consueta conferenza stampa di fine anno organizzata dall’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della Stampa Parlamentare, a Villa Madama a Roma. La conferenza stampa di fine anno si è aperta con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del Covid e in solidarietà dei loro familiari. Tra gli argomenti toccati anche il piano vaccinale contro il Covid: "Quando inizieremo ad avere un impatto significativo potremo dire di aver concluso la fase uno, quando saranno vaccinate 10-15 milioni di persone, non credo prima di aprile. Abbiamo avuto inizialmente 9.750 dosi di Pfizer e abbiamo un piano di 470 mila dosi a settimane. Entro gennaio arriveremo quindi a più di 2 milioni. A gennaio dovrebbe arrivare anche il vaccino di Moderna.Potendo dare il buon esempio io lo farei subito, ma cercherò di aspettare le priorità definite dal piano"

"Riapertura delle scuole al 50%"

Il primo ministro italiano ha risposto anche una domanda sulla riapertura delle scuole: "Un ritorno in classe potrebbe esserci dal 7 gennaio delle scuole secondarie di secondo grado con una didattica in presenza di almeno al 50%. Ma nel segno della flessibilità  e della responsabilità, senza mettere a rischio le comunità scolastiche. Se, come mi dicono, i tavoli delle prefetture, hanno lavorato in modo efficace, potremo ripartire quantomeno col 50%. Le prefetture hanno avuto il compito di coordinare soluzioni flessibili, da valutare paese per paese, scuola per scuola. C'è stata disponibilità a differenziare gli orari di ingresso anche negli uffici pubblici".

"Prorogheremo lo stato di emergenza"

"Prorogheremo lo stato di emergenza. sino a quando sarà necessario per mantenere i presidi di protezione civile e tutti i presidi che ci consentono di gestire l'emergenza, dando poteri ai soggetti attuatori. Non significa che facciamo saltare l'assetto costituzionale ma applichiamo questa norma necessaria per eventi una tantum come sismi e alluvioni. Questo evento è imprevedibile, mutevole, che si dipana continuamente. Dovremo accompagnarlo con la proroga dello stato di emergenza".

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