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Coronavirus in Campania: la nota dell'Unità di Crisi

È giunta in questo momento

La Direzione Salute della Regione Campania, ritiene utile riproporre alcune informazioni- peraltro già fornite ripetutamente – su temi riguardanti l’organizzazione sanitaria.

Si ribadisce che è falsa l’affermazione secondo cui si impedisce al personale sanitario di esprimere opinioni. Ognuno è libero di dire quello che vuole, nell’ambito degli obblighi propri a tutti i dipendenti pubblici. Ciascuno è tenuto a fornire informazioni verificate rispetto ai dati reali.

La presenza di estranei dentro agli ospedali è regolata da norme nazionali riguardanti la privacy e la non distrazione del personale dall’impegno lavorativo e dai compiti di istituto.

Sulle questioni finanziarie, in relazioni a presunti finanziamenti aggiuntivi arrivati in Campania, si è già chiarito con una nota ufficiale pubblicata da tempo, che la notizia è falsa.

Allo stesso modo è falsa la notizia sull’invio di migliaia di unità di personale medico. L’esigenza sollevata era quella degli anestesisti. Ne sono arrivati in tre mesi solo 10. L’elenco di quanti rispondono ai bandi della Protezione civile è un elenco virtuale e non verificato (fra qualifiche inesistenti, numeri di telefono non veri, nomi inventati e disponibilità contrattuali rifiutate). Sicché, all’atto pratico, le utilizzazioni reali si riducono a poche unità. Per quanto riguarda i medici generici, ne sono stati assunti nella misura necessaria.

Sui posti letto reali, i dati sono quelli certificati dal Ministero e dal Commissariato, e sono del tutto pubblici.

Quanto agli ospedali modulari di terapia intensiva essi hanno tutte le autorizzazioni, sono tutti operativi e occupati nella misura necessaria, e in relazione alla disponibilità reale di anestesisti. Si fa rilevare che lo stesso Ministero della Salute prevede come soglia di sicurezza la non occupazione di più del 30 per cento di posti letto.

I modelli organizzativi di gestione della sanità sono decisi dagli organi politici. In Campania, il debito sanitario di miliardi di euro che ha portato 12 anni fa al commissariamento della Campania, è stato prodotto quando c’era una gestione assessoriale.

Quanto ai 600 posti agli atti un anno fa, sono i posti di terapia intensiva previsti e programmati dal Piano Ospedaliero, che la Campania ha potuto approvare proprio grazie all’uscita dal commissariamento. Quindi, sono posti letto programmati, perché il Piano Ospedaliero è strumento di programmazione.

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