Covid ad Avellino: "È giusto puntare il dito contro me e mio fratello?"

Lo sfogo della figlia del dipendente della Provincia, risultato positivo al coronavirus: "Create chat e foto con incitazioni alla violenza solo perché figli di un paziente positivo"

Notizie che si sono rincorse e susseguite negli ultimi giorni ad Avellino, scatenando tanta paura, ma anche una insulsa caccia ai "colpevoli": a giovani, innocenti ragazzi, sul cui conto è stato detto di tutto, da presunti ritorni da viaggi all'estero ad altrettanto, presunte quarantene violate. Parole che hanno scalfito il cuore di chi, oggi, sta vivendo sulla propria pelle un dramma, che ha colpito anche i propri cari e che lascia segni indelebili nella propria esistenza.

È da qui che nasce lo sfogo di una ragazza del capoluogo, positiva al coronavirus e figlia del dipendente della Provincia di Avellino, risultato anch'egli positivo al Covid-19.

Riportiamo, di seguito, la nota della 24enne avellinese:

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"Non avrei mai pensato di dover parlare della mia vita privata su un social network soprattutto in un momento difficile come quello che sto vivendo. Ho riflettuto a lungo prima di espormi pubblicamente ma quando il privato si mischia col pubblico è DOVEROSO farlo ,nel rispetto della mia famiglia e di tutto il popolo avellinese che inevitabilmente mi circonda. Non starò qui a puntare il dito contro nessuno perché stiamo tutti combattendo per la stessa battaglia,forse la più complicata che si sia mai verificata negli ultimi anni,quella contro un NEMICO INVISIBILE, il Covid19. In questi giorni ne ho sentite di ogni sui vari giornali e telegiornali locali e mi è sembrato che piuttosto di dare informazione si stia passando a una vera e propria diffamazione. Proprio per questo mi sento in dovere di sfogarmi col mio popolo e di chiarirgli un po' di situazioni. Non è assolutamente vero che io e mio fratello eravamo di ritorno da un viaggio all'estero, quest'anno abbiamo trascorso le nostre vacanze esclusivamente in Italia. Di ritorno dal Cilento e in seguito alla notizia di un focolaio nei dintorni, mi sono sottoposta privatamente al test sierologico,che come allegato in foto è risultato negativo. Stesso esito per mio fratello che ha effettuato il test rapido in vista della festa di compleanno di un suo amico.(Voi sareste rimasti a casa in piena estate, senza sintomi e con esiti negativi?) Il 25 Agosto arriva il 60esimo di mio padre,il quale ha sempre goduto di buona salute e non ha mai presentato sintomi nei giorni precedenti. Alla festa sono stati effettuati tutti i controlli previsti dalla normativa di sicurezza Covid e nessuno presentava febbre.Gli invitati non erano 100 , così come viene riportato su qualche quotidiano,ma giusto 35 tra parenti e  amici più stretti.(Fortunatamente tutti i parenti sono risultati negativi). La notte del 28 Agosto ero in giro con mio fratello quando da casa ci arriva una chiamata che mio padre era stato ricoverato al pronto soccorso per dispnea e febbre alta improvvisa. Dopo pochi istanti dal tampone rapido ospedaliero,la notizia della sua positività al Covid 19. La nostra positività nella vita ora diviene un dramma e nel giro di qualche ora si trasforma  in una malattia virale che ha già contagiato tutti i nostri centinaia di amici e conoscenti ! Da qui inizia il mio buio ,il mio isolamento ,le feste finiscono,il sipario si cala,gli stessi amici con i quali ci hai condiviso il sonno ora sono contro di me e tutta la mia famiglia. E per quale motivo? E'giusto puntare il dito su me e mio fratello , creare chat,foto con incitazioni alla violenza solo per essere figli di un positivo ?Quale sarebbe la nostra colpa,quella di essere  conosciuti un po' da tutti i coetanei che fino a poco fa ci fermavano per salutarci e scambiarci due chiacchiere?! Sapete quanti asintomatici sono usciti? Sareste mai un grado di risalire al paziente 0 in tutta questa dinamica?Se quella notte mio padre non si fosse sentito male come avremo scoperto tutti questi asintomatici Accusare le persone per un qualcosa che è nell'aria e come chiedere alla Terra di fermarsi un attimo e vi do un consiglio...Io in primis pensavo che alla fine tutto ciò fosse lontano da noi e non mi sarebbe mai successo nulla , per questo mai sputare in cielo! Né vincitori e ne' vinti,purtroppo questa è una catena senza fine e non è giusto far passare per carnefice qualcuno che ha avuto come unica colpa quella di essere stato più debole e sotto gli occhi di tutti,in questo caso mio padre. Ricordate una cosa l'attenzione a non ferire è la più bella forma di RISPETTO. Ma sono una ragazza POSITIVA e penso che così è la vita, cadere sette volte e rialzarsi otto. P.s:un abbraccio virtuale ai miei pochi veri compagni positivi per i quali la promessa nella gioia e nel dolore non svanirà per colpa di un nemico invisibile".

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