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Coronavirus, Protezione Civile: "88.274 pazienti attualmente positivi, ma diminuiscono i ricoverati in terapia intensiva"

Una buona notizia emerge dal nuovo bollettino delle ore 18

Sale a quota 88.274 il bilancio dei pazienti attualmente positivi al coronavirus in Italia, ma diminuisce sensibilmente il numero dei ricoverati in terapia intensiva: 74 unità in meno in sole 24 ore. Un dato che può far sperare e che si va ad aggiungere all'aumento delle guarigioni registratosi negli ultimi giorni (1.238 in più rispetto a ieri). E' questo il bilancio del bollettino diramato dalla Protezione Civile, aggiornato alle ore 18 di oggi.

Borrelli: "Diminuzione delle unità in terapia intensiva permette ai nostri ospedali di respirare"

Ad annunciare la notizia è il Capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli: "Il numero di pazienti in terapia intensiva è diminuito di 74 unità: questa è una notizia importante perché consente ai nostri ospedali di respirare. Rispetto a ieri, le persone guarite sono 1.238 in più. Purtroppo, registriamo 681 nuovi deceduti, ma questo dato è ancora in evoluzione. Il totale dei guariti è di 20.996, rispetto a ieri 1.238 in più. 114 pazienti trasferiti dalla Lombardia, di cui 70 affetti da coronavirus e 38 ricoverati nelle terapie intensive tedesche".

Locatelli: "Nessun pericolo scampato, i dati dimostrano che siamo riusciti a contenere l'emergenza"

Presente, in conferenza stampa, anche Franco Locatelli, direttore del Consiglio Superiore di Sanità, il quale ha voluto ricordare Giorgio Guastamacchia, 52 anni, uomo della scorta di Giuseppe Conte, morto a causa del coronavirus: "Oggi è scomparso un servitore dello Stato, che faceva parte della scorta del Presidente del Consiglio, a lui dobbiamo dedicare un sincero e affettuoso pensiero, da estendere ai figli e ai suoi affetti più cari. Giorgio fa parte di un'altra categoria, quella delle Forze dell'Ordine, esposta a rischi di contagio. Non a caso, ho utilizzato il termine di 'servitore dello Stato' perché questa situazione emergenziale ha fatto risaltare figure come quella del deceduto sostituto commissario che si adoperano per il bene e la sicurezza dei cittadini".

Secondo Locatelli, tuttavia, i dati non devono far pensare a una risoluzione della fase critica: "Non abbiamo scampato proprio nulla: questi dati sono soltanto la dimostrazione che, quanto messo in atto, è stato fondamentale per contenere la diffusione epidemica e per ridurre sia il numero dei nostri concittadini deceduti, sia di coloro che devono fare ricorso alle cure in terapia intensiva".

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