Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Coronavirus, Protezione Civile: "In Italia oltre 20.000 le vittime totali, in Campania 3.062 positivi"

Solo cinque casi in più nella nostra Regione nelle ultime 24 ore

Sale leggermente rispetto a ieri il bilancio delle vittime (566 nelle ultime 24 ore), con il bilancio totale che sale a quota 20.465. Continua a diminuire la pressione sulle strutture ospedaliere, ma solo per quanto riguarda la terapia intensiva (83 in meno rispetto a ieri), mentre aumenta il numero di ricoveri con sintomi lievi (+176). Aumentano i casi in Campania, ma solo di 5 unità: dai 3.057 di ieri ai 3.062 di oggi. Sono questi i dati maggiormente rilevanti del nuovo bollettino della Protezione Civile, in merito all'emergenza coronavirus in Italia.

Queste le dichiarazioni del Capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli: "Il bilancio dei pazienti attualmente positivi è di 103.616, con un incremento di 1.363 unità rispetto a ieri. Diminuisce ancora la pressione sulle strutture ospedaliere per quanto riguarda la terapia intensiva: 3.260, 83 in meno rispetto a ieri. Si registra, invece, un aumento dei ricoverati con sintomi, 28.023, +176 pazienti rispetto a ieri, 72.333 sono i pazienti in isolamento con sintomi o senza. Purtroppo, oggi registriamo 566 deceduti. I guariti salgono a 35.425, con un aumento di 1.224 unità rispetto a ieri".

Il bollettino della Protezione Civile (aggiornato al 13 aprile 2020)

Ecco, nel dettaglio, i dati forniti dalla Protezione Civile sull'emergenza coronavirus in Italia: "Presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento degli interventi delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.  Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 103.616 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 159.516 i casi totali. Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 31.935 in Lombardia, 13.818 in Emilia-Romagna, 12.765 in Piemonte, 10.766 in Veneto, 6.257 in Toscana, 3.365 in Liguria, 3.080 nelle Marche, 3.920 nel Lazio,  3.062 in Campania, 2.080 nella Provincia autonoma di Trento, 2.512 in Puglia, 1.307 in Friuli Venezia Giulia,  2.050 in Sicilia, 1.778 in Abruzzo, 1.537 nella Provincia autonoma di Bolzano, 625 in Umbria, 914 in Sardegna, 791 in Calabria, 582 in Valle d’Aosta, 270 in Basilicata e 202 in Molise. Sono 35.435 le persone guarite. I deceduti sono 20.465, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso".

Rezza: "E' un aumento di casi, non di contagi: il contagio può avvenire anche 20 giorni prima"

Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, rassicura sul numero ancora alto di contagi in Italia: "Dopo il lockdown, avremo un periodo in cui ci sarà ancora qualche caso. Dobbiamo, però, considerare che il tempo che trascorre tra il momento del contagio e quello della notifica può essere anche di 20 giorni. Quindi, tutto ciò che vediamo oggi potrebbe essere successo 20 giorni fa. Bisogna tener conto, dunque, di vari fattori. Si tratta di nuovi casi, non nuovi contagi". 

Rezza, inoltre, garantisce che non vi sono rischi postumi collegati al coronavirus, o che rischiano di interessare altri organi: "Questo è un virus nuovo, gli effetti che ha sull'ospite tuttora non sono ancora noti. Tuttavia, non si assiste, per il momento, a deficit di organi che possano persistere una volta che la persona è guarita. Abbiamo letto di recidive che non sono legate a infezioni, ma vanno approfondite meglio".

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