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Cronaca Montella

Convento di San Francesco, i frati si oppongono alla conversione in ospedale di comunità: "E' nata per i giovani"

I francescani ritengono che la struttura debba ritornare alla destinazione d'uso di partenza, ovvero luogo di accoglienza di giovani e fulcro dell'educazione religiosa

Dopo la conversione in Covid Residence, avvenuta nel dicembre del 2020, ora la struttura Casa di Accoglienza San Francesco è pesantemente candidata ad essere trasformata in ospedale di comunità. Tuttavia, i francescani si oppongono all'amministrazione comunale e chiedono che la struttura, parte integrante del complesso conventale di San Francesco, venga utilizzata nuovamente come luogo di accoglienza di giovani e fulcro dell'educazione religiosa.

Secondo i francescani, l'amministrazione comunale dovrebbe considerare la realtà conventuale, i vincoli storici ed architettonici dell'intero complesso ed i legittimi diritti dei frati conventuali. Una posizione che, senza dubbio, non può essere ignorata e snobbata in questo modo dall'amministrazione montellese.

La rabbiosa nota ufficiale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali di Montella: “La casa di accoglienza è nata per i giovani”

Riportiamo, di seguito, la nota ufficiale di Padre Cosimo, Ministro Provinciale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali di Montella.

“Alla luce delle recenti vicende che hanno riguardato la Casa di Accoglianza San Francesco in Montella e delle ricostruzioni fuorvianti circolate, ritengo opportuno e necessario, nella qualità di Ministro Provinciale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, ristabilire la verità e l’effettivo quadro della questione”.

“In primo luogo va precisato che i Frati Conventuali da ormai quasi un secolo hanno il legittimo possesso ed il beneficio perpetuo del Convento e della Chiesa di San Francesco con tutto il terreno limitrofo, gli accessori, pertinenze e dipendenze”.

“La struttura Casa di Accoglienza San Francesco, parte integrante del complesso conventale di San Francesco a Folloni, è stata sempre utilizzata, come lo stesso nome suggerisce, per l’accoglienza dei Giovani e per lo svolgimento di attività socio educative. Tale finalità è stata peraltro negli ultimi anni ed in tempi recentissimi, fortemente condivisa e supportata dallo stesso Comune di Montella, che ha realizzato, in collaborazione con la Provincia religiosa, un progetto volto proprio all’ accoglienza dei giovani”.

“L’amministrazione Comunale, nel novembre del 2020, alla luce dell’emergenza Pandemica, riteneva invece di affidare la casa di accoglienza San Francesco alla ASL di Avellino, adibendo la stessa a “Covid Center”. Tale affidamento veniva però realizzato senza che vi fosse alcun intervento formale della Provincia Religiosa, nè la necessaria preventiva interlocuzione con gli organi di governo dell’Ente, nè tantomeno la sottoscrizione di alcun atto da parte del Legale rappresentante”.

“Oggi la struttura è stata di fatto rilasciata dall’ASLe nessuno frequenta o utilizza la stessa da oltre un mese. L’Azienda Sanitaria, nelle ultime settimane, anche su sollecitazione della Provincia, ha inoltre rimosso tutte le attrezzature e suppellettili, rilasciando l’edificio”.

“Nonostante la mancanza di ulteriore uso dell’edificio e nonostante la formale richiesta di restituzione, il Comune di Montella, però, non ha ancora restituito la Casa di Accoglienza nella piena disponibilità dei frati”.

“In maniera unilaterale, infatti, il Sindaco ha rimesso una nota scritta con cui ha, improvvisamente, dichiarato di voler mutare stabilmente la destinazione d’uso della Casa di Accoglienza, per farne una struttura sanitaria. In tale dichiarazione d’intenti non si tengono in alcun conto la realtà conventuale, i vincoli storici, artistici ed architettonici che insistono sull’intero complesso ed i legittimi diritti dei Frati Conventuali”.

“Peraltro una volta terminata la necessità di accoglienza dei pazienti asintomatici o guariti, ed avendo l’Asl lasciato completamente la struttura da diverso tempo, non può esistere alcuna continuità con tale uso dell’immobile”.

“Il Comune continua dunque a tenere una condotta che, arbitrariamente, non tiene in considerarazione i legittimi titoli che la Provincia religiosa vanta sulla Casa di Accoglienza San Francesco, che deve tornare ad essere adibita all’accoglienza dei Giovani ed all’educazione religiosa, in continuità con gli insegnamenti il carisma e la preziosa eredità spirituale di Francesco”.

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