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Gravina ascoltato in Procura, i conti dell'U.S. Avellino non tornano

L'imprenditore romano ha dovuto spiegare cosa volesse dire quando affermava “Non ci troviamo nei conti”

Il Procuratore Aggiunto Vincenzo D’Onofrio ipotizza dichiarazioni fraudolente, emissioni e utilizzo di fatture inesistenti, impiego di un credito di imposta non dovuto per circa 600mila e mancata dichiarazione dell’Iva. Questo, ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di Walter Taccone, presidente dell’Us Avellino 1912. Indagati insieme a lui quattro fornitori. 

È stato ascoltato come persona informata dei fatti Giulio Gravina, rappresentante della Italpol, che ha tentato la scalata alla società per poi rinunciarvi. Gravina è stato convocato in Procura per spiegare cosa volesse dire quando affermava “Non ci troviamo nei conti”. 

L'imprenditore romano ha chiarito la sua decisione ai presenti: oltre al dottore D’Onofrio c’erano pure i pubblici ministeri Teresa Venezia e Fabio Massimo Del Mauro. A quanto pare, dagli accertamenti della Guardia di Finanza, sarebbero emersi circa 2 milioni di euro di costi non deducibili, violazioni Iva per centinaia di migliaia di euro e un credito di imposta non dovuto di 600mila euro. Adesso, la Procura di Avellino dovrà prendere eventuali provvedimenti giudiziari in proposito. 

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