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Conte ha firmato il nuovo Dpcm: cosa cambia

Quali sono le regioni ad alto rischio

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm con le restrizioni anti contagio da Covid 19 che saranno in vigore da domani 16 gennaio fino al 5 marzo. Il decreto della presidenza del consiglio, insieme al Dl n.2 14 gennaio, cambia le regole e le restrizioni agli spostamenti tra regioni 

Il Dpcm 15 gennaio firmato da Conte e le 11 regioni a rischio alto

Rispetto alla bozza circolata ieri sera ci sono alcuni cambiamenti: da lunedì infatti le lezioni per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado avranno un tetto fino al 75%:  "Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attivita' didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che a decorrere dal 18 gennaio 2021, almeno al 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni sia garantita l'attività didattica in presenza - si legge nel testo dle decreto -. La restante parte dell'attività didattica è svolta tramite il ricorso alla didattica a distanza". 

C'è poi la conferma dell'apertura al pubblico dei musei "dal lunedì al venerdì" nelle zone gialle, con esclusione dei giorni festivi, e la chiusura degli impianti sciistici fino al 15 febbraio, che "possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e/o dalle rispettive federazioni per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni, nonché per lo svolgimento delle prove di abilitazione all'esercizio della professione di maestro di sci. A partire dal 15 febbraio 2021, gli impianti sono aperti agli sciatori amatoriali solo subordinatamente all'adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e validate dal Comitato tecnico-scientifico, rivolte a evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti". 

Gli spostamenti rimangono vietati fino al 15 febbraio: "Ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge n. 2 del 2021, dal 16 gennaio 2021 al 15 febbraio 2021 è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessita' ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione". Per i bar l'asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18:00: "Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5:00 fino alle ore 18:00; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18,00 e' vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l'attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22:00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze; per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici ATECO 56.3 e 47.25 l'asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18:00". Per quanto riguarda i bus, "a bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale, con esclusione del trasporto scolastico dedicato, è consentito un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento". 

Il monitoraggio dell'Iss: 11 regioni a rischio alto

Intanto la bozza del monitoraggio settimanale del ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità dice che l'indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,09 (range 1,04-1,13) in aumento da cinque settimane.  "Nel periodo 23 dicembre 2020 - 05 gennaio 2020 l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,09 (range 1,04- 1,13) in aumento da cinque settimane". Complessivamente, questo porta 11 Regioni "a una classificazione di rischio alto (vs 12 la settimana precedente), 10 a rischio moderato (di cui quattro ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e nessuna a rischio basso". Due Regioni (Bolzano e Lombardia) "hanno un Rt puntuale maggiore di 1,25 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 3, altre 9 (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria e Valle d'Aosta) hanno un Rt puntuale maggiore a uno nel limite inferiore, compatibili con uno scenario tipo 2. Le altre 10 hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno ma sono tutte, tranne una, con un Rt medio sopra uno o appena sotto".  Il documento si riferisce al periodo 4-10 gennaio, con dati aggiornati al 13.

Nel report si lancia l'allarme: "Questa settimana si conferma il peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese già osservato la settimana precedente. L'incidenza nazionale a 14 giorni continua a crescere e aumenta anche l'impatto della pandemia sui servizi assistenziali e questo si traduce in un aumento generale del rischio". Per quanto riguarda l'incidenza dei casi, il valore elevato è nella Regione Veneto (365,21 per 100.000 abitanti), poi c'è la Provincia Autonoma di Bolzano (320,82), l'Emilia-Romagna (284,64), e il Friuli-Venezia Giulia (270,77). Su tutto il territorio è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti: "Il Ssn ha mostrato i primi segni di criticità - si legge - quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni e una criticità di tenuta dei servizi con incidenze elevate". Due Regioni/PPAA (Bolzano e Lombardia) hanno un Rt puntuale maggiore di 1,25 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 3.

Le 11 regioni a rischio alto e le 10 a rischio moderato nel report dell'Iss

 "Questa settimana si osserva un peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese. L'incremento dell'incidenza è stato comunque contenuto grazie alle misure di mitigazione adottate nel periodo festivo", rileva la bozza del report . Il documento si riferisce al periodo 4-10 gennaio, con dati aggiornati al 13. L'incidenza è pari a "183,36 per 100.000 abitanti, in ulteriore lieve aumento". "L'incidenza nazionale a 14 giorni continua a crescere e aumenta anche l'impatto della pandemia sui servizi assistenziali, e questo si traduce in un aumento generale del rischio", si legge. "L'epidemia resta in una fase delicata - avvertono gli esperti - e un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale. Tale tendenza a livello nazionale sottende infatti forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica e il relativo impatto, uniti all'elevata incidenza impongono comunque incisive misure restrittive".

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