Usuraio condannato a quattro anni di reclusione

L'uomo è stato giudicato questa mattina con rito abbreviato

A.G., 38enne di Avellino, è stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione. L'uomo è stato giudicato questa mattina con rito abbreviato. L'accusa nei suoi confronti è pesantissima: usura ed estorsione. 

Successivamente, il Gup ha disposto il rinvio a giudizio per altri due imputati e il non luogo a procedere nei confronti di Emilio Maccario, 56 anni.  

La vicenda 

Il caso prende spunto da alcuni episodi delittuosi avvenuti a cavallo tra il 2014 e il 2015, tra Battipaglia, Mercogliano e Avellino. Il protagonista della vicenda, A.G., coadiuvato dai due imputati rinviati a giudizio, ha costretto il titolare di un esercizio commerciale a farsi consegnare la somma di 46mila euro. La somma in questione avrebbe dovuto essere riconosciuta in 4 rate e con interessi pari all'84%.  

Nella giornata di oggi, il Piemme Teresa Venezia, aveva chiesto la condanna a sei anni e quattro mesi, ma il giudice per le udienze preliminari ha concesso all'imputato le attenuanti generiche così come richiesto dal suo difensore Dario Vannetiello. Maccario era assistito dall'avvocato Giovanni Iacobelli. Gli imputati rinviati a giudizio, infine, sono stati difesi dagli avvocati Nello Pizza, Cosimo Di Benedetto e Mariano Salvio. 

Il reato di estorsione e usura: Art. 644 Codice Penale 

Chiunque, fuori dei casi previsti dall'articolo 643, si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari [c.c. 1448, 1815], è punito con la reclusione da due a dieci anni e con la multa da euro 5.000 a euro 30.000 (2). 

Alla stessa pena soggiace chi, fuori del caso di concorso nel delitto previsto dal primo comma, procura a taluno una somma di denaro od altra utilità facendo dare o promettere, a sé o ad altri, per la mediazione, un compenso usurario [c.p. 649]. 

La legge stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari. Sono altresì usurari gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o compensi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all'opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria (3). 

Per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito. 

Le pene per i fatti di cui al primo e secondo comma sono aumentate da un terzo alla metà: 

1) se il colpevole ha agito nell'esercizio di una attività professionale, bancaria o di intermediazione finanziaria mobiliare; 

2) se il colpevole ha richiesto in garanzia partecipazioni o quote societarie o aziendali o proprietà immobiliari; 

3) se il reato è commesso in danno di chi si trova in stato di bisogno; 

4) se il reato è commesso in danno di chi svolge attività imprenditoriale, professionale o artigianale; 

5) se il reato è commesso da persona sottoposta con provvedimento definitivo alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale durante il periodo previsto di applicazione e fino a tre anni dal momento in cui è cessata l'esecuzione. 

Nel caso di condanna, o di applicazione di pena ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti di cui al presente articolo, è sempre ordinata la confisca dei beni che costituiscono prezzo o profitto del reato ovvero di somme di denaro, beni ed utilità di cui il reo ha la disponibilità anche per interposta persona per un importo pari al valore degli interessi o degli altri vantaggi o compensi usurari, salvi i diritti della persona offesa dal reato alle restituzioni e al risarcimento dei danni (4) (5). 

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(1) Vedi, anche, l'art. 12-sexies, D.L. 8 giugno 1992, n. 306, convertito in legge, con modificazioni, con L. 7 agosto 1992, n. 356. 

(2) Comma così modificato dall'art. 2, L. 5 dicembre 2005, n. 251. 

(3) Il limite, previsto dal presente comma, oltre il quale gli interessi sono sempre usurari, è stabilito nel tasso effettivo globale medio - comprensivo di commissioni, di remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, riferito ad anno, degli interessi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari iscritti negli elenchi tenuti dall'Ufficio italiano dei cambi e dalla Banca d'Italia - quale risulta dall'ultima rilevazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, aumentato della metà in base al disposto dell'art. 2, L. 7 marzo 1996, n. 108. Fino a tale data è punito a norma dell'art. 644, primo comma c.p., chiunque, fuori dei casi previsti dall'art. 643 c.p., si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, da soggetto in condizioni di difficoltà economica o finanziaria, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e ai tassi praticati per operazioni similari dal sistema bancario e finanziario, risultano sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità. Alla stessa pena soggiace chi, fuori del caso di concorso nel delitto previsto dall'articolo 644, primo comma, del codice penale, procura a soggetto che si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria una somma di denaro o altra utilità facendo dare o promettere, a sé o ad altri, per la mediazione, un compenso che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto, risulta sproporzionato rispetto all'opera di mediazione, in virtù dell'art. 3, L. n. 108 del 1996 sopracitata. 

(4) Articolo così sostituito dall'art. 1, L. 7 marzo 1996, n. 108. L'art. 10 della suddetta L. n. 108 del 1996, ha disposto che nel giudizio penale di cui al presente articolo possono costituirsi parte civile anche le associazioni e fondazioni riconosciute ai sensi dell'art. 15 dello stesso provvedimento. Per quanto riguarda il trasferimento fraudolento di valori o di altre utilità al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale, o per quanto riguarda il possesso ingiustificato di valori oltre i limiti del proprio reddito, vedi l'art. 12-quinquies del D.L. 8 giugno 1992, n. 306. Il delitto previsto in questo articolo, consumato o tentato, è attribuito al tribunale in composizione collegiale, ai sensi dell'art. 33-bis del codice di procedura penale, a decorrere dalla sua entrata in vigore. Per la determinazione degli interessi usurari vedi, anche, il D.L. 29 dicembre 2000, n. 394, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 28 febbraio 2001, n. 24, che contiene l'interpretazione autentica della citata legge n. 108/1996. Vedi, inoltre, l'art. 9, L. 16 marzo 2006, n. 146. L'indulto concesso con L. 31 luglio 2006, n. 241 non si applica per i delitti previsti dal presente articolo, ai sensi di quanto disposto dall'art. 1 della stessa legge. 

(5) Per l'aumento della pena per i delitti non colposi di cui al presente titolo commessi in danno di persona portatrice di minorazione fisica, psichica o sensoriale, vedi l’art. 36, comma 1, L. 5 febbraio 1992, n. 104, come sostituito dal comma 1 dell’art. 3, L. 15 luglio 2009, n. 94. 

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