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Cronaca

Condannato per duplice omicidio, 68enne irpino ottiene la libertà vigilata

Dopo anni di reclusione e numerose istanze presentate dal suo avvocato, Dario Cierzo, il Tribunale di Sorveglianza di Napoli ha deciso di concedere a Varallo la libertà vigilata

Antonio Varallo, un uomo di 68 anni originario della provincia di Avellino, è stato recentemente rilasciato in libertà vigilata dal Tribunale di Sorveglianza di Napoli. Varallo, condannato per due omicidi, uno commesso negli anni '80 a Manchester, in Inghilterra, e un altro nel 1996, ha ottenuto la sostituzione della misura detentiva grazie agli sforzi del suo avvocato di fiducia, Dario Cierzo.

Dettagli dei crimini e il processo di rilascio

Il primo omicidio per cui Varallo è stato condannato risale agli anni '80, quando a Manchester si è macchiato di un grave delitto che ha segnato la sua fedina penale. Successivamente, nel 1996, Varallo è stato coinvolto in un altro omicidio, consolidando la sua reputazione criminale e portando a severe conseguenze giudiziarie. Dopo anni di reclusione e numerose istanze presentate dal suo avvocato, Dario Cierzo, il Tribunale di Sorveglianza di Napoli ha deciso di concedere a Varallo la libertà vigilata. Questa decisione rappresenta una svolta significativa nel percorso giudiziario dell'uomo, permettendogli di uscire dalla detenzione e di essere sottoposto a un regime di sorveglianza.

Implicazioni della libertà vigilata

La concessione della libertà vigilata a Varallo implica che, sebbene sia stato rilasciato dal carcere, sarà comunque soggetto a stretto monitoraggio da parte delle autorità. Questa misura è volta a garantire che Varallo non rappresenti un pericolo per la società e che rispetti le condizioni stabilite dal tribunale. Il caso di Antonio Varallo solleva importanti riflessioni sul sistema giudiziario e sulla gestione dei detenuti con condanne gravi. La decisione del Tribunale di Sorveglianza di Napoli di concedere la libertà vigilata, nonostante i gravi crimini commessi, pone l'accento sulla complessità dei processi di reintegrazione sociale per gli ex detenuti. Questo sviluppo potrebbe essere visto come un segno di fiducia nelle possibilità di riabilitazione, ma al contempo richiama l'attenzione sull'importanza di un monitoraggio efficace e continuo per garantire la sicurezza pubblica.

 

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