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Concorsi truccati, in due restano in silenzio davanti al giudice

Ha risposto alle domande solo un maresciallo della Finanza

Sono andati in scena ieri alciuni interrogatori in merito all'inchiesta sui concorsi truccati. Il giudice ha convocato due funzionari dei Vigli del Fuoco (un 51enne e un 68enne di Benevento) che hanno deciso però di non rispondere. I due, insieme ad un vice prefetto di Roma, sono accusati di aver messo in piedi un sistema che assicurava posti di lavoro in cambio di mazzette. Tra i militari coinvolti, solo un maresciallo della guardia di finanza ha scelto di rispondere alle domande (il graduato e ai domiciliari, così come un carabiniere) per respingere ogni tipo di accusa. Oggi ci saranno altri interrogatori: tra i più attesi c'è sicuramente quello del vice prefetto romano. I posti di lavoro, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, venivano elargiti in cambio di mazzette che andavano da 7mila a 20mila euro. Nel mirino dell'inchiesta soprattutto due concorsi per vigili del fuoco (uno in corso).

L'operazione "Par Condicio"

All’esito di intensa attività investigativa, convenzionalmente denominata “par condicio”, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, militari della Guardia di Finanza – Gruppo Mobile Benevento, coadiuvati da personale del Comando Provinciale GDF di Benevento e supportati da finanzieri in servizio presso i Comandi Provinciali GDF di Napoli, Caserta, Salerno e Avellino, per un totale di circa 250 militari, stanno dando esecuzione ad otto ordinanze applicative di misure cautelari personali – di cui tre di custodia cautelare in carcere, due agli arresti domiciliari, due sospensioni da pubblici uffici o servizi e un obbligo di dimora- emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari di Benevento, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di vari soggetti, quasi tutti pubblici ufficiali, che hanno percepito da candidati di concorsi pubblici e/o loro genitori – ovvero da aspiranti candidati di concorsi pubblici non ancora pubblicati – ingenti somme di denaro per determinarne gli esiti e così far accedere i predetti concorrenti nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, nella Polizia di Stato, nell’ Arma dei Carabinieri e nella Guardia di Finanza: tra i soggetti destinatari delle misure vi è un Vice Prefetto con funzione apicale in servizio presso il Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, tre funzionari – uno in pensione e due attualmente in servizio – del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Benevento e Venezia, un militare dell’Arma dei Carabinieri, un militare della Guardia di Finanza ed un agente della Polizia di Stato, nei confronti dei quali sono stati ritenuti allo stato sussistenti – a vario titolo – gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio. Sono contestati al momento 50    episodi corruttivi.

E’ in corso altresì il sequestro preventivo, anche per equivalente, di somme di denaro pari a complessivi 370 mila euro circa, ritenuti il prezzo dei reati finora accertati, di cui 220.000,00 riferibili all’attività dell’associazione per delinquere in provvisoria contestazione e oltre 150.000,00 conseguiti dai vari indagati in concorso tra loro.

Oltre 50 perquisizioni sono in corso su tutto il territorio nazionale per rintracciare materiale informatico oggetto di promessa e scambio corruttivo nonché somme di denaro provento della vasta illecita attività.

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