rotate-mobile
Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

Vita da clochard: ecco dove vivono tra rifiuti, portoni e posti di fortuna

Nel suo passato qualche problema con la giustizia e un matrimonio naufragato: “Io sono cambiato – afferma il clochard – ho capito i miei sbagli e vorrei rimediare. Però non è una cosa facile, nessuno ti aiuta e devi contare solo sulle tue forze. La realtà è ben diversa per noi italiani: costretti a vivere per strada mentre diamo un tetto e un rifugio ad altri”

Le tristi mura del Mercatone di Avellino ospitano le storie più disparate. Sono tanti gli uomini e le donne che, per scelta personale o per necessità sono costretti a crearsi un giaciglio tra la sporcizia. Storie di moderni poveri, persone come tante che un errore di gioventù o un matrimonio finito male possono ridurre a vivere di espedienti ed elemosine.

L’unica funzione cui il “Mercatone” riesce ad assolvere è quella di rifugio e dormitorio per drogati e senzatetto. Tra quelle mura si trova di tutto: televisori, brande, scarpe, vestiti, carcasse di animali. Ma non basta perché ora se ti volti negli angoli della città ti rendi conto che gli homeless aumentano. Non solo extracomunitari ma anche avellinesi che riescono a rifugiarsi alla meglio maniera sulle soglie di negozi avvolti nei cartoni per ripararsi dal freddo. Gli episodi non mancano: l’ultimo in ordine di tempo è a Palazzo Ercolino al centro città. Dopo Eliseo, Piazza Kennedy, via De Gasperi e Mercatone viene individuato un altro punto dove stazionare. La città si indigna. La politica non interviene. Ma intanto i clochard sono lì, aumentano tra l’indifferenza di chi deputato a trovare una soluzione. Ad Avellino questo fenomeno negli ultimi anni è cresciuto: fino ad allora si contavano sulle dita di una mano. Oggi la realtà è ben diversa.

Abbiamo avvicinato uno degli homeless avellinese:“ Stare per strada è brutto – spiega – anche perché a parte la Caritas che ci aiuta e ci sostiene non sempre chi si avvicina a noi ha buone intenzioni. A parte i ragazzini che si divertono a bruciare i cartoni sui quali dormiamo ci sono tanti malintenzionati. Nel suo passato qualche problema con la giustizia e un matrimonio naufragato: “Io sono cambiato – afferma il clochard – ho capito i miei sbagli e vorrei rimediare. Però non è una cosa facile, nessuno ti aiuta e devi contare solo sulle tue forze. La realtà è ben diversa per noi italiani: costretti a vivere per strada mentre diamo un tetto e un rifugio ad altri”.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Vita da clochard: ecco dove vivono tra rifiuti, portoni e posti di fortuna

AvellinoToday è in caricamento