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"Partenio 2.0": le intercettazioni tra Damiano Genovese e il padre

"Ho vinto, siamo al comune"

Gli atti dell’inchiesta denominata Partenio 2.0, che ha portato 23 persone in carcere, riportano un sistema camorristico ben radicato. Nel dettaglio, risulta essere raccapricciante il colloquio registrato il 28 giugno 2018 tra Damiano Genovese, eletto consigliere comunale con la Lega ad Avellino nello scorso anno, e il padre Amedeo Genovese, boss dell’omonimo clan detenuto in carcere al 41 bis.

Damiano Genovese: “…Ho vinto, stiamo al Comune”.

Amedeo Genovese: “…ma con i 5 Stelle? No?".

Damiano Genovese: “eh… andiamo insieme a loro! Dobbiamo stare, però io sto con la Lega … a me Di Maio non mi piaceva! Di Maio…eh… a parte che tutti e due stanno contro i detenuti! Però non fa niente! …ora ci serviamo noi per fare la maggioranza! Hai capito?”.

Nel medesimo colloquio, Damiano Genovese portava al padre i saluti di un sindaco irpino di cui non ci è dato sapere il nome.

La volontà del clan di entrare al comune

Parole che mostrano chiaramente la volontà del clan di entrare al comune dalla porta principale. Un tentativo che, fortunatamente, si è rivelato fallimentare   

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