Cronaca

Casa De Mita, l'ex premier stizzito: "Dov'è la notizia?"

Il sindaco di Nusco sull’immobile in via in Arcione a Roma: "Vendere è forse un reato?". L'intervista al Corriere della Sera

Stizzito c’è rimasto Ciriaco De Mita. Il clamore della vendita della sua casa a Roma, 600 metri quadrati tra piazza di Spagna e piazza Barberini, acquistata nel 2010 a tre milioni e più dall’Inps e oggi messa sul mercato alla cifra vicina agli undici milioni fa notizia non nella vendita ma nel prezzo. Non ce ne voglia l’ex presidente del Consiglio ma nel 2010 il mercato immobiliare tirava ancora, non c’era la crisi economica di oggi. Delle due l’una: pagato troppo poco ieri (da un Ente pubblico) oppure supervalutata oggi? Marco Demarco del Corriere della Sera lo ha intervistato per capirne di più.

Presidente, le ha dato fastidio leggere note e commenti sulla casa romana?
"Fastidio? Insomma, mi sono chiesto dove fosse la notizia".

Magari nell’alto valore dell’immobile.
"Allora io mi sarei posto una domanda conseguente. Perché vende? Probabilmente perché ne ha necessità?".

Ed è così?
"Le dico solo che se dovesse esserci questa necessità e se di conseguenza dovessi rinunciare a quella casa, vivrei il fatto come una menomazione. Dunque, sono io a insistere: dov’è la notizia? Vendere è forse un reato?".

Ma De Mita è sempre De Mita, e poi lei è anche riapparso in televisione, ospite di In onda, dove ha sorpreso tutti per il piglio. Ne sa qualcosa Alessia Morani, del Pd, che ha accettato il confronto. 
"Ah, sì. Ma cosa vuole: nell’attuale inutilità della politica, quando “questi qua” parlano tutti allo stesso modo e ripetono sempre le stesse cose, la gente non può non cogliere la differenza".

«Questi qua» sono gli uomini e le donne di Renzi?
"Be’, è lui che ha puntato tutto sulla speranza. E se la speranza non incontra la realtà, è inevitabile che poi finisca per spegnersi".

Però, nel commentare il suo intervento in TV, il Fatto ha titolato sul ritorno dei dinosauri.
"Nell’articolo si parlava di me, di Tremonti e di Paolo Cirino Pomicino. E sa una cosa? Era da tempo che non si diceva tanto bene di me".

Eppure l’hanno accostata a Pomicino, molto diverso da lei.
"Cosa c’entra. Nell’articolo si sottolineava il dato di fondo, e cioè che quando in Tv ci vanno quelli che ragionano e non i soliti ripetitori, è tutta un’altra storia".

Torniamo alla casa. Allora, neanche un aneddoto? Ad esempio, è vero che sui pomelli di ottone delle porte ci sono le sue iniziali stilizzate e intrecciate?
"La saluto. Mi richiami per parlare di politica".

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