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Ai cinghiali piace l’uva: "Ci devastano i vigneti"

Inizia la vendemmia ma Coldiretti lancia l'allarme

Se non fossero causa di veri e propri “drammi aziendali”, verrebbe quasi da ironizzare sulle preferenze enologiche dei cinghiali che infestano le colline irpine. Li si potrebbe definire “buongustai”, visto che a quanto pare gradiscono in particolar modo il Taurasi, fiore all’occhiello della produzione vinicola locale. Battute a parte, con l’avvio della vendemmia ritorna la denuncia disperata dei viticoltori, amplificata in queste ore da Coldiretti: "Sarà un’ottima annata, ma solamente per i cinghiali che scorrazzano indisturbati nei nostri vigneti fra l’indifferenza generale e il silenzio imbarazzante delle istituzioni" è l’amara considerazione del presidente Salvatore Loffreda "In questi giorni di vendemmia i cinghiali stanno divorando quintali di uva destinata alla produzione dei vini. Gli ungulati non si limitano ai grappoli più bassi perché sono in grado di alzarsi sulle zampe posteriori anche appoggiandosi ai pali di sostegno delle viti, aggiungendo danno a danno".

Coldiretti torna alla carica con quella che pare l’unica soluzione al problema: un serio e capillare piano di abbattimento e razionalizzazione della presenza sul territoeio.

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