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Caso tamponi alla Lazio, al via la prima udienza

Oggi, alle ore 11.00, si terrà la prima udienza del processo che vede coinvolta la Lazio nel caso tamponi, processati dal laboratorio di analisi "Futura Diagnostica" di Avellino

Ha inizio oggi, alle ore 11.00, la prima udienza “da remoto” del processo sportivo che vede coinvolta la Società Sportiva della Lazio, il presidente Claudio Lotito ed i suoi medici.

All'udienza, ci sarà Giuseppe Chiné, capo della Procura Federale; Claudio Lotito ed i medici Fabio Rodia ed Ivo Pulcini, rispettivamente direttore sanitario e coordinatore dello staff medico del club biancocelesti. Questi ultimi saranno collegati da remoto dallo studio legale dell'avvocato Gentile. Il collegio sarà guidato dal presidente del Tribunale Federale Cesare Mastrocola.

Il deferimento al numero uno del club biancoceleste è scattato: "per non aver provveduto a far rispettare o comunque per non aver vigilato sul rispetto delle norme in materia di controlli sanitari e delle necessarie comunicazioni alle autorità sanitarie locali competenti", e, in particolare, per "non aver tempestivamente comunicato alle Asl competenti la positività al COVID-19 di 8 (otto) tesserati, riscontrata, in data 27 ottobre 2020, a seguito dell’effettuazione dei tamponi cd. Uefa del 26 ottobre 2020, in vista dell’incontro di Champions League Brugge-Lazio del 28 ottobre 2020, e per non aver comunicato alle Asl competenti i nominativi dei 'contatti stretti' dei tesserati positivi, e per non aver 'concordato' con le Asl locali competenti le modalità dell’isolamento fiduciario dei tesserati del Gruppo Squadra 'positivi' e la quarantena dei tesserati del gruppo Squadra 'negativi', ovvero dei cd. 'contatti stretti' dei tesserati 'positivi' e, pertanto, per non aver attivato alcuna misura di prevenzione sanitaria con riferimento ai cd. 'contatti stretti' dei tesserati risultati positivi al Covid-19".“

Per quanto concerne invece i dott.ri Pulcini e Rodia, il deferimento è scattato in quanto: "ciascuno per quanto di rispettiva competenza e/o, comunque, in concorso tra loro per non aver rispettato le norme sopra richiamate in materia di controlli sanitari e delle necessarie comunicazioni alle autorità sanitarie locali competenti".

La vicenda legata ai tamponi della Lazio ha interessato, indirettamente, anche la città di Avellino. A processare i tamponi al centro della bufera è stato, appunto, il laboratorio privato sito in Corso Vittorio Emanuele, di proprietà dell'ex presidente dell'Avellino Calcio. La Società Sportiva Lazio, infatti, si è affidata, già a partire dall'inizio della stagione in corso, alla Futura Diagnostica della famiglia Taccone per la somministrazione e il processamento dei tamponi a tutto il gruppo squadra.

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