Mercoledì, 19 Maggio 2021
Cronaca

Incubo Aias, per lavoratori e assistiti un dramma senza via di fuga

La vicenda diventa sempre più buia

Un incubo, non potremmo definirlo diversamente. La vicenda Aias/ Noi con loro si arricchisce, giorno dopo giorno, di nuovi inquietanti tasselli. Dopo il sequestro delle strutture di Nusco e Calitri, l'inchiesta ha condotto all'emissione di dieci avvisi di garanzia. 

Fino a questo momento, Ciriaco De Mita, già ascoltato in procura come persona informata dei fatti, non è presente nell'elenco degli indagati.  

Non si può dire lo stesso, però, per la moglie e le figlie del sindaco di Nusco, cui vengono contestate false fatturazioni e truffa. Al momento, nel registro degli indagati, sono state inserite le figlie Floriana e Simona, per una consulenza informatica mai avvenuta e per un progetto finanziato mediante l'utilizzo di fondi pubblici. 

L'inchiesta è coordinata dal procuratore di Avellino, Rosario Cantelmo, che ha già disposto il sequestro dei conti bancari delle figlie e della moglie dell’ex premier democristiano. 

L'incubo dei lavoratori e degli assistiti 

Ovviamente, neanche a dirlo, i primi a pagare le conseguenze di questo dramma ampiamente annunciato saranno i pazienti e i dipendenti dei centri Aias di Calitri e Nusco. Quest'ultimi, di fatto, sono stati privati di un punto di riferimento imprescindibile nella loro vita. Sono circa 200, adesso gli assistiti dell’Alta irpinia che rischiano di compromettere il loro percorso riabilitativo. 

La rapina nella villa di De Mita 

Infine, poi, c'è la rapina subita, nella propria abitazione, da Ciriaco De Mita e dalla moglie. Quattro uomini si sono introdotti nella sua villa di Nusco intimandogli di aprire la cassaforte. I ladri hanno portato via denaro, oro e oggetti preziosi, facendo perdere le loro tracce. Ii carabinieri, prontamente giunti sul posto, non escludono nessuna pista.  

Non possiamo rimanere impotenti di fronte a ciò che sta accadendo. Il nostro compito è di raccontare le notizie ma, alle istituzioni, rivolgiamo un appello accorato:  

SI FACCIA QUALCOSA PER AIUTARE I LAVORATORI E GLI ASSISTITI; LE UNICHE PERSONE CHE, IN QUESTA VICENDA ASSURDA, NON HANNO ALCUNA COLPA.  

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