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Carmine l'ultimo "battitore": la storia dell'irpino un'istituzione a Riva del Garda

Originario di Lioni indirizza i turisti ai ristoranti spiegando menù, prezzi e dando il bigliettino da visita

Carmine Angelone, originario di Lioni, è definito l’ultimo “battitore” sul Lago di Garda.

Carmine partì da Lioni a soli 17 anni, dopo essersi tolto il saio perché capì che la sua strada non era quella ecclesiale. Armato di tanta pazienza e speranza emigrò prima in Svizzera e poi in Germania. La sua storia incredibile, la racconta il mensile Trentinomese, nella sezione incontri a firma di Maurizio Panizza.

Nel 1970 a Francoforte venne ingaggiato come lavapiatti per poi imparare a fare il cameriere e il cuoco. Ritorna in Irpinia 10 anni dopo, per quel terribile terremoto che distrugge la sua terra natìa. Carmine matura il proposito di portare sua madre con sé, a Francoforte, per sollevarla da quella tragedia. La donna si convince ma abituarsi ad una cultura diversa non è semplice. Un giorno la donna si presenta al ristorante dove lavora il figlio con una cesta di cavatelli ed altre delizie fatte in casa. Quei piatti succulenti piacciono al gestore ma aprono nuove prospettive al figlio.

Qualche mese dopo Carmine decide di puntare su un ristorante tutto suo, grazie ai risparmi fatti. Lo intitola “La Mamma”. A Francoforte diventa il punto di riferimento di personaggi famosi: Lucio Dalla, Gianna Nannini, i Queen, Joe Cocker. Tutti, indistintamente, almeno una volta devono sedersi al tavolo de “La Mamma”. Un’istituzione culinaria, ben diversa dai soliti ristoranti. Grazie a questa notorietà riesce anche in un’impresa artistica: decide di rispolverare il canto studiato nel collegio e incide un disco “Enigma” vendendo addirittura 12 milioni di dischi. Ma quando le cose vanno a gonfie vele, la mazzata che non ti aspetti: muore mamma Angela nel 1987 e con lei finisce un’epoca.

Si rimbocca le maniche e prende di nuovo i bagagli e si trasferisce in California ma vi resta per un anno, poi ritorna a Lioni. Quell’uomo poliedrico, sa che ha ancora colpi in canne da poter utilizzare per sopravvivere. Lioni, ci sta stretto e su suggerimento di un amico si trasferisce al Nord sul Lago di Garda. Lavora presso i migliori hotel della zona ma non è convinto della scelta e preferisce rimettersi in gioco.

A Riva del Garda si inventa “battitore” (indirizza i turisti ai ristoranti spiegando menù, prezzi e dando il bigliettino da visita ndr), un’attività lavorativa che da quelle parti non sapevano neanche cosa fosse.  Oggi è l’ultimo “battitore” rimasto. “Il mio target sono soprattutto le comitive – spiega a TrentinoMese – ormai dopo anni, conosco tutti gli autisti e le guide ed è più semplice avere il primo approccio e ottenere la fiducia. Ma non sta tutto qui, è necessario conoscere la realtà del Paese da cui provengono i turisti, le loro usanze, tradizioni, espressioni. Entrati in simpatia con una battuta e un sorriso, tutto diventa più facile e l’approccio in genere porta al successo della trattativa”. Una figura che negli ultimi tempi è quasi scomparsa: “a differenza di quello che molti pensano – dice Carmine – è un bel lavoro, libero al contatto con la gente che apre orizzonti nuovi e permette di perfezionare le lingue. Un lavoro che una volta imparato ti può offrire anche buoni guadagni”. Giovani perché non credergli…

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