Carlo Sibilia contro i vertici della Fondazione Don Gnocchi: "Rispettate i dipendenti"

“Con il precedente accordo - aggiunge il portavoce 5 Stelle - i circa 5500 dipendenti hanno garantito a titolo gratuito prestazione ed orari oltre i limiti del contratto proprio per andare incontro alle esigenze aziendali. Ma sembra che quel sacrificio sia stato vano considerato il sorprendente annuncio di dover trovare nuove forme contrattuali"

In merito alla decisione della Fondazione “Don Gnocchi”, che in tutta Italia conta circa 60 strutture ospedaliere e centri ambulatoriali di cui un presidio a Sant’Angelo dei Lombardi, di abbandonare il contratto nazionale per uno peggiorativo delle condizioni economiche e normative degli operatori sanitari interviene il deputato del Movimento 5 Stelle Carlo Sibilia. “In piena sintonia con il modello Marchionne - afferma il parlamentare avellinese - anche la Don Gnocchi annuncia l’apertura di una stagione contrattuale al ribasso visto che gli unici a rimetterci diritti e soldi saranno i lavoratori. In verità, la fondazione le cui casse vengono rimpinguate da finanziamenti pubblici, annunciò la decisione già nel marzo 2013 salvo poi trovare un accordo con i sindacati per sospendere l’operazione”. “Con il precedente accordo - aggiunge il portavoce 5 Stelle - i circa 5500 dipendenti hanno garantito a titolo gratuito prestazione ed orari oltre i limiti del contratto proprio per andare incontro alle esigenze aziendali. Ma sembra che quel sacrificio sia stato vano considerato il sorprendente annuncio di dover trovare nuove forme contrattuali. Ricordo a tutti che parliamo di un business delle strutture sanitarie da 275 milioni all’anno che gode di fondi statali ma che tratta i lavoratori con contratti del privato sempre più mortificanti”. “Anche a Sant’Angelo dei Lombardi la Don Gnocchi è presente con un polo specialistico riabilitativo che offre un’ampia gamma di servizi curati da un’équipe formata da professionisti del settore che hanno reso la struttura un importante punto di riferimento a livello regionale ed extra regionale. Ebbene - conclude Sibilia - se, nonostante le tante convenzioni e i consistenti finanziamenti pubblici che riceve questa Fondazione, siamo ancora alle prese con problemi economici, chi dovrebbe pagare sono i manager e non i dipendenti anche questa volta trattati come ultima ruota del carro”.

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