Caos al drive-in di Avella, Montanaro: "Manca un'organizzazione adeguata dell'Asl"

Il sindaco di Baiano continua a infierire contro l'Azienda Sanitaria Locale irpina: "Ad Avella, ieri, siano stati somministrati solo 66 tamponi, quando potenzialmente la struttura ne avrebbe potuto somministrare 200"

Continua la polemica su quanto accaduto al drive-in di Avella, dove disagi e ritardi palesati dagli operatori dell'Azienda Sanitaria Locale hanno portato alla somministrazione di soli 66 tamponi, rispetto ai circa 200 potenzialmente messi a disposizione. A riferirlo è il sindaco di Baiano, Enrico Montanaro che, per primo, aveva evidenziato i disservizi verificatisi nella mattinata di ieri.

Di seguito, riportiamo la nota del primo cittadino.

Le giustificazioni della Direzione Generale dell'Asl non spiegano il perché del caos nella somministrazione dei tamponi nei drive in. Il fatto stesso che ad Avella ieri siano stati somministrati solo 66 tamponi, quando potenzialmente la struttura ne avrebbe potuto somministrare 200, dimostra che è fondata la tesi secondo la quale manca una organizzazione adeguata alla gestione della fase emergenziale.

Abbiamo grande rispetto per il lavoro svolto dal personale della nostra Azienda sanitaria Locale per medici, paramedici e amministrativi, tutti impegnati generosamente nella lotta al Covid, ma chi guida i processi deve saper valorizzare e coordinare queste risorse. La Direzione Generale deve spiegare ai cittadini e agli amministratori locali come intende rendere funzionale l'organizzazione nella somministrazione dei tamponi, in particolare programmandone un numero adeguato in ragione delle potenzialità dei drive in. Ad Avella sono stati incredibilmente mandati via i familiari conviventi dei positivi, ciò appellandosi alla circostanza che l'ultimo DPCM prevede che occorra giustificare lo spostamento. Una toppa, questa, peggiore del buco che non trova alcun fondamento ed è priva di buon senso: trattandosi di conviventi del soggetto positivo avevano più di una ragione per spostarsi, e l'ASL più di una ragione per somministrare subito il tampone. L'Azienda sanitaria, inoltre, non ha spiegato come intende comportarsi con le tantissime persone che sono abbandonate a loro stesse: nonostante le segnalazioni dei primi cittadini, tante persone non vengono contattate per essere sottoposte a tampone né per le indagini epidemiologiche che il caso richiede.

La Direzione dell'ASL dovrebbe maturare la consapevolezza che il supporto dei sindaci può essere di grande aiuto nella gestione dell'emergenza, per il semplice fatto che sono quelli che più di altri conoscono le comunità che sono chiamati ad amministrare. Quando segnaliamo un problema è perché sappiamo che si tratta di una situazione che necessita di un intervento urgente. Noi, per certo, sappiamo di dover dare delle risposte a chi si rivolge a noi, e purtroppo queste risposte deve fornirle l'Azienda sanitaria che ha la competenza nella gestione della fase emergenziale.

I Drive in hanno un senso se servono a somministrare un numero adeguato di tamponi: la media è di 200 tamponi al giorno. Ad Avella ieri ne sono stati somministrati solo 66 e sono state mandate via tante persone potenzialmente positive. Le linee telefoniche attivate sono spesso inutilizzabili perché nessuno risponde a chi chiama; ci sono tante persone che sono in attesa del tampone già da oltre 30 giorni. Insomma, con buona pace della dottoressa Morgante, ci sono problemi organizzativi grandi quanto un edificio di 10 piani e in questa fase è mancato quel semplice buonsenso è fondamentale per una più efficace gestione delle fasi emergenziali.

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